118 Cosenza, gli operatori chiedono risposte: «Più personale, indennità e sicurezza. Occhiuto ci incontri»
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08 LUG - COSENZA – Un sistema sotto pressione, carenza di personale, disparità economiche e crescenti criticità operative. Gli operatori del Servizio di Emergenza Territoriale 118 della provincia di Cosenza lanciano un appello alla Regione Calabria, chiedendo un confronto urgente con il presidente Roberto Occhiuto e con il direttore della Struttura Operativa Complessa del SUEM 118, Domenico Minniti. In assenza di risposte, avvertono, la protesta potrebbe intensificarsi fino a mettere a rischio la continuità del servizio nel pieno della stagione estiva.
Al centro delle rivendicazioni c'è il ripristino della terza unità a bordo delle ambulanze, ritenuta indispensabile per garantire standard adeguati di sicurezza sia per il personale sanitario sia per i pazienti. Attualmente molti equipaggi operano con il solo infermiere e l'autista, oppure con medico, infermiere e autista, una configurazione che, secondo gli operatori, rende particolarmente complessa la gestione degli interventi più critici.
Le maggiori difficoltà si registrano durante arresti cardiaci, politraumi, emergenze pediatriche, soccorsi a pazienti bariatrici o interventi in edifici privi di ascensore, situazioni nelle quali il personale è chiamato contemporaneamente a prestare assistenza sanitaria avanzata, movimentare il paziente, utilizzare le apparecchiature elettromedicali e garantire la sicurezza dello scenario operativo.
Gli operatori richiamano inoltre la normativa nazionale in materia di organizzazione del lavoro e sicurezza, sottolineando come il D.P.R. 27 marzo 1992, l'Atto d'Intesa Stato-Regioni del 17 maggio 1996 e il D.Lgs. 81/2008 prevedano un'organizzazione finalizzata a ridurre i rischi per il personale e non ad aumentarne il carico operativo.
Un'altra questione riguarda il ruolo dell'Operatore Tecnico Specializzato – Autista di Ambulanza. Sebbene il Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Sanità ne definisca le funzioni come prevalentemente tecniche e logistiche, nella pratica quotidiana gli autisti sono spesso chiamati a partecipare attivamente alle operazioni di soccorso, assumendo responsabilità che, secondo i lavoratori, vanno oltre il proprio inquadramento contrattuale.
Sul piano economico, il personale denuncia il mancato pieno riconoscimento dell'indennità di Pronto Soccorso prevista dalla normativa nazionale. In diverse regioni italiane il beneficio è stato esteso anche agli operatori del Servizio di Emergenza Territoriale 118, mentre in Calabria il percorso, sostengono, non è stato ancora completato, nonostante il Decreto del Commissario ad Acta n. 55 del 21 marzo 2025 includa il SUEM 118 tra le articolazioni del sistema di emergenza-urgenza.
Gli operatori evidenziano inoltre una disparità di trattamento rispetto alla dirigenza medica. Pur lavorando negli stessi scenari di emergenza e affrontando identici rischi professionali – dalle aggressioni agli incidenti stradali, fino agli interventi ad alta complessità – infermieri, autisti e personale delle Centrali Operative continuano a percepire esclusivamente le ordinarie indennità di turno, notturno e festivo.
Per questo il personale chiede un tavolo di confronto con la Regione per affrontare in maniera organica le principali criticità: il rafforzamento degli organici, il ripristino della terza unità sulle ambulanze, il riconoscimento dell'indennità di Pronto Soccorso e una revisione del sistema delle indennità che elimini le disparità tra le diverse figure professionali dell'emergenza-urgenza.
«Nessuno vuole interrompere un servizio essenziale per i cittadini – spiegano gli operatori – ma senza un confronto immediato e senza interventi concreti la mobilitazione potrebbe proseguire, con inevitabili ripercussioni sulla tenuta del sistema di emergenza territoriale, soprattutto in un periodo in cui la richiesta di soccorsi aumenta sensibilmente».



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