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Blitz antidroga nella Locride: sequestrati 77 chili di cocaina e marijuana, quattro arresti

6 minuti fa
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Operazione della Guardia di finanza tra Calabria e Sicilia. Al centro dell’inchiesta un presunto traffico internazionale con collegamenti in Germania, Austria e Repubblica Ceca: comunicazioni criptate, corrieri e auto con doppi fondi


06 OTT - REGGIO CALABRIA – Quattro persone sono state arrestate nell’ambito di un’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria contro un presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite tra Calabria e Sicilia.


I quattro indagati sono ritenuti, a vario titolo e sulla base del quadro indiziario posto a fondamento dei provvedimenti cautelari, gravemente indiziati di appartenere a una presunta associazione finalizzata al traffico internazionale di droga.


L’inchiesta è stata condotta dal Gruppo di Locri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, e avrebbe consentito di ricostruire una rete dedita all’acquisto, al trasporto e alla successiva commercializzazione di cocaina e marijuana.


Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe avuto la propria base nella Locride, con un canale di distribuzione in Sicilia e collegamenti con diversi Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Repubblica Ceca.


Una prima parte delle indagini sarebbe partita dall’analisi di comunicazioni scambiate attraverso piattaforme criptate, acquisite anche grazie agli strumenti di cooperazione giudiziaria internazionale.


Gli investigatori avrebbero così ricostruito presunte trattative tra fornitori e acquirenti, modalità di trasporto della droga, rapporti tra i diversi soggetti coinvolti e movimentazioni di denaro.

Per le comunicazioni relative ai traffici sarebbero stati utilizzati anche telefoni dedicati. La droga e il denaro contante, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati trasportati attraverso una rete di corrieri e mediante automobili predisposte con doppi fondi.


Prima di alcune trasferte, gli indagati avrebbero inoltre utilizzato rilevatori elettronici per verificare l’eventuale presenza di dispositivi di intercettazione sui veicoli. Per gli spostamenti sarebbero state impiegate anche auto di staffetta e individuati percorsi internazionali ritenuti meno esposti ai controlli.


Nel corso delle attività investigative sarebbe stata documentata la movimentazione complessiva di circa 77 chilogrammi di stupefacenti, costituiti da 54 chili di cocaina e 23 chili di marijuana.


Parallelamente, gli accertamenti avrebbero fatto emergere ingenti movimentazioni di denaro contante. Tra luglio 2020 e marzo 2021 sarebbero stati trasferiti complessivamente oltre 1,6 milioni di euro, somme che gli investigatori ritengono almeno in parte riconducibili al traffico di droga.


Secondo la ricostruzione dell’accusa, il denaro sarebbe stato gestito anche attraverso un sistema di pagamento e riciclaggio parallelo, finalizzato al pagamento dei fornitori, al finanziamento di nuovi acquisti di stupefacenti e a ulteriori investimenti.


Contestualmente all’esecuzione delle quattro misure cautelari sono state avviate diverse perquisizioni nelle abitazioni e negli immobili nella disponibilità degli indagati.


L’attività investigativa punta ora a ricostruire ulteriormente la rete dei rapporti, i canali di approvvigionamento e distribuzione e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nel presunto traffico internazionale.


Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento e, per gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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