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Borsoni pieni di telefoni e coltelli nel carcere di Rossano: scoperta nel reparto di alta sicurezza

  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La Polizia penitenziaria ha recuperato alcuni borsoni nascosti in un vano ascensore. All’interno cellulari, coltelli rudimentali, una macchina professionale per tatuaggi e diversi utensili. Il Sappe: «Necessario rafforzare prevenzione e risorse»


07 SET - CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Telefoni cellulari, coltelli rudimentali, una macchina professionale per tatuaggi completa di accessori e diversi utensili. È questo il contenuto di alcuni borsoni rinvenuti nella mattinata di oggi all’interno del carcere di Rossano, nel reparto di alta sicurezza.


A scoprire il materiale è stata la Polizia penitenziaria, che ha recuperato i borsoni nascosti all’interno di un vano ascensore della struttura.


A rendere noto l’episodio sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato della Polizia penitenziaria.


Particolare attenzione viene rivolta dai rappresentanti sindacali alla presenza dei numerosi telefoni cellulari.


«È plausibile immaginare – affermano Durante e Ciccone – che i telefoni potessero servire per concederne l’uso o la cessione onerosa ad altri reclusi».


Un’ipotesi che, secondo il Sappe, rende ancora più importante comprendere come il materiale sia riuscito a raggiungere l’interno della struttura e quali possano essere le dinamiche alla base della sua eventuale destinazione.


Per il sindacato, accanto all’attività investigativa, occorre quindi rafforzare il lavoro quotidiano degli agenti.


«È importante comprendere queste dinamiche, ma è altrettanto importante intensificare l’opera di prevenzione della Polizia penitenziaria, aumentando mezzi e risorse», sottolineano i due esponenti del Sappe.


Tra le soluzioni indicate dal sindacato c’è anche quella della schermatura degli istituti penitenziari, con l’obiettivo di impedire o rendere inefficace l’utilizzo dei telefoni cellulari all’interno delle carceri.


«Per una più efficace prevenzione – proseguono Durante e Ciccone – sarebbe opportuno schermare gli istituti, in modo da rendere inefficace l’uso dei telefoni».


Una misura che, secondo il Sappe, potrebbe contribuire a contrastare sia l’utilizzo dei dispositivi da parte dei detenuti sia il loro ingresso illegale nelle strutture penitenziarie.


Il sindacato ricorda inoltre che l’introduzione illegale di telefoni cellulari negli istituti penitenziari costituisce reato e sottolinea come l’inserimento della relativa fattispecie nel codice penale, avvenuto nel 2020, non avrebbe prodotto l’effetto deterrente auspicato.


Il ritrovamento avvenuto nel carcere di Rossano riaccende così l’attenzione sulla necessità di garantire elevati livelli di sicurezza all’interno degli istituti, soprattutto nei reparti destinati ai detenuti sottoposti ai regimi più rigorosi.


Per il Sappe, la scoperta conferma l’esigenza di investire maggiormente in personale, strumenti tecnologici e sistemi di prevenzione, a sostegno dell’attività quotidiana della Polizia penitenziaria.

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