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Caso Bergamini, nuovo indagato dopo 37 anni: chiuse le indagini su un 65enne

28 set
Tempo di lettura: 2 min

La Procura di Castrovillari ha notificato a Roberto Internò l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per concorso nell’omicidio di Denis Bergamini. L’inchiesta prosegue mentre è in corso il processo d’appello a Isabella Internò


28 SET - COSENZA – A quasi 37 anni dalla morte di Denis Bergamini arriva un nuovo sviluppo nell’inchiesta sull’omicidio del calciatore del Cosenza. I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato a un uomo di 65 anni, Roberto Internò, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Nei suoi confronti viene contestato il concorso nell’omicidio di Donato “Denis” Bergamini, morto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, lungo la Statale 106.


L’atto rappresenta un nuovo passaggio dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Castrovillari e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Cosenza. Secondo quanto riportato dalle fonti che hanno seguito l’evoluzione dell’indagine, Roberto Internò è cugino di Isabella Internò, ex fidanzata di Bergamini e condannata in primo grado a 16 anni per concorso nell’omicidio.


L’avviso notificato nelle ultime ore chiude formalmente la fase delle indagini preliminari nei confronti del 65enne. Secondo la ricostruzione dell’accusa riportata dalle fonti, l’uomo sarebbe coinvolto nella vicenda insieme ad altre persone. Una delle ipotesi investigative riportate è quella di un suo presunto ruolo nell’esecuzione materiale dell’omicidio.


L’avviso di conclusione delle indagini, tuttavia, non equivale a una condanna. Roberto Internò resta una persona sottoposta a indagine e la sua eventuale responsabilità dovrà essere valutata nelle successive fasi del procedimento, qualora la Procura dovesse esercitare l’azione penale.


Denis Bergamini, 27 anni, venne trovato morto il 18 novembre 1989 sulla Statale 106, a Roseto Capo Spulico. In un primo momento la sua morte venne considerata un suicidio: il calciatore sarebbe stato travolto da un camion.


La vicenda è stata successivamente riesaminata attraverso nuove indagini. La ricostruzione sostenuta dall’accusa è che Bergamini fosse già morto prima di essere travolto dal mezzo pesante e che il corpo fosse stato collocato sulla carreggiata per simulare un investimento volontario.


Il caso è arrivato davanti alla Corte d’Assise di Cosenza, che il 1° ottobre 2024 ha condannato Isabella Internò a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Bergamini. La pena era inferiore ai 23 anni chiesti dalla Procura.


La vicenda giudiziaria è poi proseguita davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro. Nel gennaio 2026 i giudici hanno respinto le richieste della difesa finalizzate alla riapertura dell’istruttoria dibattimentale.


Nel maggio scorso il pubblico ministero Luca Primicerio ha chiesto in appello un aumento della pena per Isabella Internò, da 16 a 23 anni di reclusione, sostenendo la tesi dell’omicidio volontario e premeditato.


L’ingresso di un nuovo indagato nell’inchiesta aggiunge ora un ulteriore elemento alla lunga vicenda giudiziaria legata alla morte di Denis Bergamini, riaprendo il capitolo relativo alle persone che, secondo l’ipotesi accusatoria, potrebbero aver avuto un ruolo nella sua morte.

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