Celiachia in Italia, tornano a crescere le diagnosi: oltre 14mila nuovi casi nel 2024
- 5 giorni fa
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26 APR - ROMA - Dopo il rallentamento registrato durante gli anni della pandemia, in Italia tornano ad aumentare le diagnosi di celiachia. Nel 2024 sono stati individuati oltre 14mila nuovi casi, portando il totale delle persone affette a sfiorare quota 280mila. Un dato che segna una ripresa significativa dell’attività di screening e controllo sanitario su tutto il territorio nazionale.
Secondo la Relazione annuale al Parlamento del Ministero della Salute, la crescita è legata soprattutto al ritorno dei cittadini nei presidi sanitari per sottoporsi agli accertamenti diagnostici, dopo anni di ridotto accesso alle strutture. La prevalenza della malattia si attesta oggi allo 0,47% della popolazione, con una maggiore incidenza tra le donne, che rappresentano quasi il 60% dei casi.
Sul fronte della prevenzione, arrivano segnali incoraggianti anche dallo screening pediatrico avviato nel 2023 in alcune regioni italiane. I primi risultati mostrano una quota non trascurabile di bambini con valori sospetti e una significativa percentuale geneticamente predisposta alla patologia, confermando l’importanza della diagnosi precoce.
Parallelamente cresce anche l’impatto economico della celiachia sul sistema sanitario. Nel 2024 il Servizio sanitario nazionale ha speso circa 273 milioni di euro per garantire alimenti senza glutine ai pazienti, con una media annua di quasi 1.000 euro a persona. Un impegno rilevante, che include anche la fornitura di pasti dedicati nelle mense pubbliche e programmi di formazione per gli operatori del settore.
Nonostante l’aumento delle diagnosi, resta però un’ampia fascia sommersa. Secondo l’Associazione italiana celiachia, in Italia potrebbero esserci circa 600mila persone affette, il doppio rispetto ai casi accertati. Ciò significa che circa 300mila individui convivono con la malattia senza saperlo.
Tra le principali criticità segnalate dai pazienti, resta il costo elevato degli alimenti senza glutine. Il contributo mensile previsto, pari a circa 100 euro, fatica a tenere il passo con i rincari, riaccendendo il dibattito sulla necessità di rendere più accessibile quella che, per i celiaci, rappresenta a tutti gli effetti una terapia quotidiana.
L’aumento delle diagnosi è quindi un segnale positivo sul piano della prevenzione, ma evidenzia al tempo stesso nuove sfide: ampliare gli screening, ridurre i casi non diagnosticati e garantire una maggiore sostenibilità economica per chi convive con la malattia.



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