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Corruzione negli appalti pubblici, arrestato l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone

  • 2 giorni fa
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17 APR - CROTONE - Scattano le misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta “Teorema” sulla presunta corruzione negli appalti pubblici nel Crotonese. Il gip di Crotone ha disposto il carcere per l’ex vicepresidente della Provincia ed ex commissario provinciale di Forza Italia, Fabio Manica, e per l’imprenditore Giacomo Combariati.


Sono stati invece posti agli arresti domiciliari l’ingegnere Luca Bisceglia e l’architetto Rosaria Luchetta, mentre per l’avvocato Francesco Manica, fratello dell’ex amministratore, è stato disposto il divieto di dimora nell’intera provincia di Crotone.


L’inchiesta, coordinata dalla pm Rosaria Multari e condotta dalla Guardia di Finanza, coinvolge complessivamente 19 persone e arriva al termine degli interrogatori preventivi svolti lo scorso 7 aprile. I cinque destinatari delle misure sono ritenuti dagli inquirenti ai vertici di un presunto sistema illecito.


Le accuse, a vario titolo, sono di corruzione, falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. Secondo la Procura, gli indagati avrebbero organizzato un meccanismo finalizzato a drenare fondi pubblici attraverso l’assegnazione pilotata di appalti della Provincia e di alcuni Comuni.


In particolare, Bisceglia e Luchetta avrebbero messo a disposizione le proprie qualifiche professionali per ottenere incarichi legati alla direzione o all’esecuzione dei lavori. Una volta percepiti i compensi, parte delle somme – secondo l’accusa – sarebbe stata fatta transitare attraverso società di comodo, per poi confluire nella disponibilità di Fabio Manica. Quest’ultimo, sempre secondo gli inquirenti, avrebbe prelevato il denaro contante utilizzando un bancomat intestato formalmente a Combariati.


All’avvocato Francesco Manica viene invece contestato il ruolo di consulente legale del gruppo, con il compito di suggerire operazioni societarie, come fusioni e scissioni, utili a schermare le attività e sottrarle a eventuali controlli investigativi.


Nei giorni scorsi, inoltre, i finanzieri del Gruppo di Crotone hanno eseguito un sequestro preventivo per un valore complessivo di 400mila euro.


Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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