Cosenza, blitz nel carcere: sequestrati cellulari, droga e oggetti vietati
Operazione straordinaria della Polizia Penitenziaria con circa 90 agenti arrivati anche da altri istituti calabresi e il supporto delle unità cinofile. Il Sappe si congratula con il personale e chiede più sicurezza, schermature contro le comunicazioni illecite e controlli rafforzati.
10 OTT - COSENZA – Telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e diversi oggetti non consentiti sono stati sequestrati nel corso di un’operazione straordinaria di controllo eseguita nella prima mattinata di oggi all’interno della casa circondariale di Cosenza.
Il blitz è stato condotto dalla Polizia Penitenziaria nell’ambito delle attività di contrasto all’introduzione e alla detenzione di materiale vietato negli istituti di pena. L’intervento ha interessato diversi ambienti della struttura e ha visto l’impiego di un consistente dispositivo di personale, con il supporto delle unità cinofile.
A rendere nota l’operazione sono stati i rappresentanti locali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) di Cosenza, Lorenzo Barbieri, Gennaro Calabrese e Franco Mazzuca.
All’attività hanno partecipato circa 90 poliziotti penitenziari, giunti in supporto anche dagli altri istituti della Calabria. Un dispositivo rafforzato, predisposto per consentire controlli approfonditi e individuare eventuali materiali illeciti presenti all’interno del carcere.
Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati diversi telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e strumenti o oggetti la cui introduzione e detenzione sono vietate all’interno delle strutture penitenziarie.
Il contributo delle unità cinofile ha affiancato il lavoro degli agenti nelle operazioni di ricerca. L’intervento si inserisce nelle attività finalizzate a contrastare la presenza di dispositivi di comunicazione non autorizzati e di sostanze proibite all’interno degli istituti di pena.
Sull’esito dell’operazione sono intervenuti anche Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale del sindacato, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal personale.
«Ai colleghi impiegati in questa importante operazione vanno i nostri complimenti per la brillante attività svolta», hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, rilanciando la necessità di rafforzare le misure di sicurezza negli istituti penitenziari calabresi e nel resto d’Italia.
Tra le richieste avanzate dal Sappe figura la schermatura delle carceri per impedire o limitare le comunicazioni illecite attraverso i telefoni cellulari introdotti abusivamente. Il sindacato ha richiamato, in particolare, l’esperienza dell’istituto di Napoli Secondigliano, indicandola come esempio da seguire.
«Auspichiamo che si proceda a rendere più sicure le carceri in Calabria e in tutta Italia, schermando gli istituti, come già fatto a Napoli Secondigliano, e dotando tutte le strutture di unità cinofile», hanno aggiunto Durante e Ciccone.
L’operazione di Cosenza riporta così l’attenzione sul tema della sicurezza penitenziaria e sulle difficoltà legate all’introduzione di cellulari, droga e altri materiali vietati. Per il sindacato, oltre all’attività di controllo svolta dagli agenti, è necessario investire in strumenti tecnologici e risorse operative capaci di prevenire ulteriori episodi e garantire condizioni di maggiore sicurezza all’interno delle carceri.



Commenti