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Cosenza, magistrato sospeso dal Csm dopo la denuncia di una 18enne: stop a funzioni e stipendio

11 ore fa
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Il giudice penale del Tribunale di Cosenza, 35 anni, è accusato disciplinarmente di aver rivolto frasi a sfondo sessuale a una giovane e, secondo la contestazione, di averle mostrato i genitali. La difesa contesta parte della ricostruzione e annuncia ricorso


29 SET - COSENZA – È stato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dalla Sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura un giudice penale del Tribunale di Cosenza, 35 anni, magistrato da circa un anno dopo il tirocinio svolto a Milano. Il provvedimento è stato adottato su richiesta della Procura generale della Cassazione, nell’ambito di un procedimento disciplinare nato da un episodio denunciato da una ragazza di 18 anni.


La vicenda, riportata dal Corriere della Sera, risale a un incontro avvenuto per strada. Secondo la contestazione, il magistrato si trovava alla guida della propria auto quando avrebbe affiancato la giovane nei pressi di un parcheggio, con la motivazione di chiederle alcune indicazioni.


Secondo quanto contestato in sede disciplinare, l'uomo avrebbe rivolto alla ragazza apprezzamenti e frasi a sfondo sessuale. La giovane avrebbe inoltre riferito agli investigatori che il magistrato si sarebbe abbassato i pantaloni, mostrando i genitali.


Una ricostruzione che, però, non coincide con quella fornita dall'interessato. Il magistrato avrebbe negato di essersi spogliato e avrebbe riferito di aver portato soltanto una mano all'altezza della cintura dei pantaloni, accompagnando il gesto con un'espressione a sfondo sessuale.


L'episodio sarebbe durato circa venti secondi. La ragazza avrebbe quindi fotografato la targa dell'auto, elemento che avrebbe consentito ai Carabinieri di risalire al conducente.


Attraverso i propri legali, il magistrato ha espresso «rammarico per il proprio comportamento inappropriato», precisando tuttavia che la ricostruzione contenuta nell'incolpazione provvisoria non corrisponderebbe, «nei suoi aspetti significativi», a quanto sarebbe realmente accaduto.


La difesa ha inoltre manifestato fiducia nella possibilità che, attraverso gli accertamenti, la vicenda possa essere ricostruita in modo completo e valutata nelle sedi competenti.


Davanti alla Sezione disciplinare del Csm, il magistrato ha ricordato anche di aver già chiesto e ottenuto il trasferimento dal settore penale a quello civile del Tribunale di Cosenza, ritenendo che tale scelta potesse rappresentare una misura adeguata rispetto alle conseguenze della vicenda.


La Procura generale della Cassazione ha invece sostenuto la necessità della sospensione, ritenendola funzionale alla tutela del prestigio dell'ordine giudiziario.


Il provvedimento del Csm prevede, oltre alla sospensione dalle funzioni, anche il blocco dello stipendio, con la possibilità di conservare una quota pari a un quinto destinata al sostentamento.


Il magistrato ha annunciato ricorso alle Sezioni unite civili della Corte di Cassazione contro il provvedimento disciplinare.


Parallelamente procede anche il procedimento sul piano penale. Il magistrato risulta infatti indagato dalla Procura di Salerno, competente per i procedimenti riguardanti i magistrati in servizio in Calabria, per le ipotesi di reato indicate come atti osceni in luogo pubblico e molestie.


Le contestazioni sono ancora oggetto di accertamento e, allo stato, nei confronti del magistrato non è intervenuta una decisione definitiva sul piano penale.

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