Emergenza 118 in Calabria: il 70% delle postazioni senza medico. Interrogazione al presidente Occhiuto
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11 MAR - CATANZARO – Il sistema di emergenza sanitaria torna al centro del dibattito politico in Calabria. Il capogruppo di “Tridico Presidente” in Consiglio regionale, Enzo Bruno, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione e commissario ad acta alla sanità Roberto Occhiuto per fare chiarezza sulla situazione del servizio di emergenza territoriale 118.
Secondo quanto evidenziato nell’atto ispettivo, la criticità principale riguarda la carenza di personale medico: circa il 70% dei turni delle postazioni di emergenza risulterebbe attualmente demedicalizzato, cioè senza la presenza di un medico a bordo delle ambulanze.
Nell’interrogazione viene richiamato anche il progetto regionale che prevede il trasferimento di 1.243 operatori del sistema di emergenza-urgenza alle dipendenze di Azienda Zero Calabria.
L’obiettivo della riorganizzazione è uniformare e migliorare la gestione del servizio su tutto il territorio regionale. Tuttavia, secondo Bruno, il rischio è che l’operazione si limiti a un passaggio amministrativo se non accompagnata da un piano concreto di assunzioni.
«Chiediamo quali siano le misure concrete e verificabili che Azienda Zero intenda adottare per reclutare i medici mancanti – sottolinea il consigliere – considerando che le zone carenti del 118 pubblicate dalle Asp calabresi risultano deserte da almeno cinque anni».
Uno dei punti centrali dell’interrogazione riguarda il ruolo del medico nel sistema di emergenza territoriale. Bruno chiede alla Regione se ritenga indispensabile la presenza del medico nelle ambulanze e nelle postazioni del 118 per garantire i livelli essenziali di assistenza.
Il consigliere solleva inoltre un altro interrogativo: «Vogliamo sapere se la Giunta ritenga che diagnosi e terapie salvavita possano essere effettuate da personale non medico e, in caso contrario, quali strumenti intenda adottare per colmare questa grave carenza».
Tra le preoccupazioni espresse c’è anche l’impatto della riorganizzazione sui pronto soccorso degli ospedali calabresi. Secondo Bruno, senza un reale rafforzamento del personale medico il nuovo assetto organizzativo rischierebbe di aggravare ulteriormente il sovraffollamento delle strutture di emergenza.
La situazione del servizio 118 in Calabria resta quindi una delle questioni più delicate della sanità regionale. La carenza di medici nelle ambulanze e nelle postazioni territoriali continua a rappresentare una criticità strutturale, con possibili conseguenze sulla qualità e sulla tempestività dei soccorsi. Con l’interrogazione presentata in Consiglio regionale, Enzo Bruno chiede ora risposte chiare alla Regione sulle strategie da adottare per garantire un sistema di emergenza efficiente e sicuro per i cittadini.



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