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“Flagging out” per sfuggire al Fisco: scoperto patrimonio nautico nascosto da 160mila euro

  • 22 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

22 MAG - VIBO VALENTIA – Imbarcazioni registrate all’estero ma utilizzate stabilmente nelle acque italiane per evitare controlli fiscali e ridurre costi di gestione e assicurazione. È quanto hanno scoperto i finanzieri della Guardia di Finanza di Lamezia Terme nell’ambito di un’attività di controllo che ha portato alla luce cinque imbarcazioni da diporto non dichiarate al Fisco italiano per un valore complessivo di circa 160mila euro.


Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i proprietari – tutti residenti in Italia – avrebbero utilizzato il sistema del cosiddetto “flagging out”, una pratica che consiste nell’immatricolare le unità navali in Paesi esteri per sottrarsi agli obblighi di monitoraggio fiscale previsti dalla normativa italiana.


Le verifiche si sono concentrate sul rispetto delle disposizioni relative al quadro RW della dichiarazione dei redditi, lo strumento attraverso cui i contribuenti devono comunicare il possesso di beni detenuti all’estero, comprese le imbarcazioni registrate fuori dai confini nazionali.


L’omessa dichiarazione di questi beni rappresenta una violazione fiscale finalizzata a occultare la reale capacità contributiva del soggetto e comporta sanzioni proporzionate al valore del patrimonio non dichiarato.


L’indagine è nata da una serie di controlli eseguiti in mare e nelle aree portuali della costa vibonese, successivamente approfonditi attraverso le banche dati in uso al Corpo. Gli accertamenti hanno consentito di individuare consistenze patrimoniali estere non dichiarate per un totale di 159.500 euro.


Al termine delle attività, la Guardia di Finanza ha redatto sei processi verbali di constatazione trasmessi agli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, competenti per l’applicazione delle sanzioni amministrative.


Le Fiamme Gialle sottolineano come l’operazione rientri nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e di tutela della legalità economica, con particolare attenzione alle aree turistiche e costiere dove il fenomeno delle imbarcazioni immatricolate all’estero risulta particolarmente diffuso.


L’azione della componente aeronavale della Guardia di Finanza punta a garantire maggiore trasparenza e rispetto delle norme fiscali, contrastando pratiche elusive che alterano il principio di equità contributiva.

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