Frode da quasi 2 milioni su fondi pubblici e PNRR: 12 indagati e 8 società coinvolte, operazione anche in Calabria
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06 MAR - BIELLA – Una presunta frode milionaria ai danni dello Stato e dell’Unione Europea è stata scoperta dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Nuovi Orizzonti”. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone e al coinvolgimento di 8 società distribuite in sei regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Basilicata e Calabria.
Su richiesta della Procura Europea – ufficio di Torino – il G.I.P. del Tribunale di Biella ha disposto un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore a 1,9 milioni di euro.
Le indagini e il sistema di truffe
L’inchiesta è partita oltre un anno fa da un controllo su una società con sede a Biella, selezionata attraverso attività di intelligence economico-finanziaria. Gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di un presunto sodalizio criminale operante a livello nazionale, che avrebbe utilizzato prestanome e professionisti compiacenti per ottenere indebitamente contributi pubblici.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe falsificato bilanci societari, gonfiando fatturati e simulando una maggiore solidità finanziaria per accedere a finanziamenti e garanzie statali.
In particolare, i fondi ottenuti riguardavano:
907.500 euro destinati allo sviluppo del commercio elettronico internazionale delle PMI tramite SIMEST, di cui 125.000 euro provenienti dal PNRR;
1.064.150 euro dal Fondo Centrale di Garanzia, gestito da Mediocredito Centrale e controgarantito dall’Unione Europea.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea e false comunicazioni sociali.
Sequestri tra immobili, auto di lusso e società
Il provvedimento ha portato al sequestro di conti correnti, tre immobili – tra cui un appartamento, una villetta e una villa signorile – oltre a due auto di lusso, una Maserati e una Land Rover.
Sotto sequestro anche le quote di tre società con sede tra Lombardia e Veneto.
Le attività investigative e i sequestri sono stati eseguiti in numerose città, tra cui Torino, Monza, Brescia, Verona, Prato, Rionero in Vulture e Tropea, oltre ad altri centri sul territorio nazionale.
Determinante, nell’attività investigativa, il coordinamento della Procura Europea e la collaborazione della SIMEST, che ha fornito dati e documentazione utili a ricostruire il presunto sistema fraudolento e a evitare ulteriori irregolarità nell’utilizzo dei fondi legati al PNRR.



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