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Guerra in Iran, carburanti in rialzo: Calabria tra le regioni più care d’Italia

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

04 MAR - COSENZA – Le tensioni legate alla guerra in Iran spingono verso l’alto le quotazioni del petrolio e si fanno sentire immediatamente alla pompa. Con il Brent oltre gli 80 dollari al barile, benzina e gasolio registrano aumenti diffusi in tutta Italia. Tra le regioni più colpite dai rincari c’è la Calabria, che secondo i dati ufficiali risulta la terza più cara del Paese.


Secondo le medie pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la Calabria si colloca subito dopo la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano nella classifica delle regioni con i carburanti mediamente più costosi.


Il calcolo tiene conto della media regionale di gasolio self, benzina self, GPL servito e metano servito. In diversi impianti il diesel ha già superato 1,8 euro al litro, con punte più elevate lungo la rete autostradale.


Una situazione che preoccupa famiglie, pendolari e imprese, soprattutto in un territorio dove l’uso dell’auto privata è spesso indispensabile. Il rincaro del gasolio, in particolare, incide direttamente sui costi di trasporto e logistica, con possibili effetti a cascata sui prezzi al consumo.


Il monitoraggio del Codacons, basato sui dati dell’Osservatorio carburanti del Mimit, evidenzia aumenti significativi anche a livello nazionale.


Ultime medie disponibili:


  • Gasolio self: 1,848 euro/litro;

  • Benzina self: 1,759 euro/litro;

  • GPL servito: 0,733 euro/litro;

  • Metano servito: 1,521 euro/kg.


In alcuni impianti autostradali il gasolio in modalità servito ha superato la soglia dei 2,5 euro al litro.


Le tensioni geopolitiche hanno portato il Brent oltre quota 80 dollari al barile, mentre la quotazione internazionale del gasolio ha superato i mille dollari a tonnellata, toccando in euro i massimi da ottobre 2023. Il trasferimento degli aumenti sui listini italiani è stato rapido.


Tra i principali marchi si registrano rialzi di alcuni centesimi sia sulla benzina sia sul diesel, con incrementi che riguardano sia le compagnie tradizionali sia le cosiddette “pompe bianche”, che tuttavia mantengono mediamente prezzi leggermente inferiori.


Su indicazione del ministro Adolfo Urso, è stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, con controlli sui listini consigliati, sui margini di distribuzione e sui prezzi finali applicati alla pompa.


I primi esiti delle verifiche sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza. È stata inoltre annunciata una riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi per analizzare l’andamento dei rincari e valutare eventuali iniziative.


Con le tensioni internazionali ancora elevate, il timore è che la fase di aumenti possa proseguire nelle prossime settimane, aggravando ulteriormente il peso dei carburanti sui bilanci degli italiani.

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