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Il Museo Archeologico di Reggio Calabria guarda al mondo: al via il piano 2026-2028

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10 APR - REGGIO CALABRIA – Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria punta deciso sull’internazionalizzazione e sul rafforzamento del proprio ruolo nel Mediterraneo. È questa la direttrice principale del Piano strategico 2026-2028, presentato ufficialmente e costruito per valorizzare un patrimonio unico al mondo, a partire dai celebri Bronzi di Riace.


Il documento, illustrato dal direttore Fabrizio Sudano, propone una visione innovativa: il museo non più solo luogo espositivo, ma spazio dinamico di incontro, partecipazione e dialogo.


«Un ecosistema culturale vivo», lo ha definito Sudano, capace di interagire con scuole, comunità e partner, guidando per i prossimi tre anni le scelte strategiche attraverso dieci obiettivi operativi.


La mission principale sarà l’apertura internazionale, con uno sguardo che va oltre lo Stretto e si estende all’intero bacino del Mediterraneo, fino alla sponda africana.


La posizione geografica di Reggio Calabria, storicamente centrale già in epoca magnogreca, viene vista come un punto di forza per rilanciare il ruolo della città nel contesto culturale mediterraneo. In quest’ottica, il museo avvierà collaborazioni e scambi, a partire dall’arrivo – dal 20 aprile – di operatori culturali africani coinvolti in progetti condivisi.


Il piano punta anche a rafforzare le sinergie locali e accademiche, in particolare con realtà dell’area dello Stretto, come l’Università di Messina, già partner del museo.


L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio quadro delle strategie nazionali, tra cui il Piano Mattei, orientato a sviluppare relazioni culturali e istituzionali con i Paesi africani.


Frutto di un percorso partecipato, il piano strategico è stato progettato per essere flessibile e adattabile ai cambiamenti del contesto. Tra i suoi obiettivi: consolidare l’identità del museo, aumentarne la riconoscibilità a livello internazionale e rafforzarne il ruolo come hub culturale della Magna Grecia.


Un percorso ambizioso che mira a trasformare il museo reggino in un punto di riferimento stabile nel panorama culturale del Mediterraneo.

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