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Lago intitola la caserma dei Carabinieri a Giovan Battista Aloe, eroe caduto a Passo Rigano

  • 5 giorni fa
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06 MAG - LAGO (CS) - Una cerimonia solenne e partecipata si è svolta a Lago, nel Cosentino, per l’intitolazione della caserma dei Carabinieri alla memoria del carabiniere Giovan Battista Aloe, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria. Il militare perse la vita il 19 agosto 1949 nell’attentato di Passo Rigano, durante un’azione contro il banditismo, in cui morirono anche altri sei colleghi.


La cerimonia si è aperta con lo schieramento di un reparto in armi composto da militari del Comando Provinciale, del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria. Sulle note della “Fedelissima”, sono stati resi gli onori al Generale di Divisione Riccardo Sciuto, presente quale massima autorità dell’Arma.


All’evento hanno preso parte numerose autorità civili e militari, tra cui il Prefetto di Cosenza Rosa Maria Padovano, il sindaco di Lago Fiorenzo Scanga e il presidente della Provincia Biagio Antonio Faragalli, oltre a rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura e delle associazioni combattentistiche e d’Arma.


Dopo l’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli, il “Silenzio d’ordinanza” ha accompagnato un momento di raccoglimento in memoria dei Caduti nell’adempimento del dovere. Nel suo intervento, il Generale Sciuto ha ricordato il sacrificio dei militari coinvolti nell’attentato, sottolineando i valori di Patria e giustizia che li univano. Rivolgendosi agli studenti presenti, ha invitato i giovani a trarre insegnamento da esempi autentici di coraggio, lontani dalle narrazioni distorte che talvolta esaltano la criminalità.


Momento particolarmente emozionante è stato lo svelamento della targa commemorativa, affidato alla sorella del militare, Fernanda Aloe. La lastra marmorea, collocata nella sala d’attesa della caserma, riporta la motivazione della Medaglia d’Oro al Merito Civile, che ricorda il coraggio e il senso del dovere dimostrati fino all’estremo sacrificio.


A margine della cerimonia, la signora Fernanda Aloe ha condiviso un ricordo personale intenso: all’epoca dei fatti aveva appena cinque anni e ha rievocato il momento in cui i Carabinieri comunicarono alla famiglia la tragica notizia, segnando per sempre la sua vita e quella dei suoi cari.


Una giornata carica di emozione e memoria, che consegna alle nuove generazioni l’esempio di un uomo che ha servito lo Stato con dedizione e coraggio fino all’ultimo.

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