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Mirto Crosia, accuse di prostituzione minorile e violenza sessuale: ex fidanzato assolto in appello

13 ore fa
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La Corte d’Appello di Catanzaro ha assolto l’imputato “perché il fatto non sussiste”. Il procedimento era nato da un’inchiesta del 2014 che aveva coinvolto una ragazza all’epoca quindicenne


02 OTT - MIRTO CROSIA (CS) – Si è concluso con un'assoluzione il nuovo processo d'appello a carico di un giovane originario dell'area di Mirto Crosia, che era stato accusato di prostituzione minorile e violenza sessuale nei confronti della sua ex fidanzata.


La Corte d'Appello di Catanzaro, nel nuovo giudizio celebrato dopo l'annullamento della precedente sentenza da parte della Corte di Cassazione, ha assolto l'imputato “perché il fatto non sussiste”, accogliendo la tesi sostenuta dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Gianluigi Zicarelli e Alfredo Zicarelli.


La vicenda giudiziaria trae origine da un'indagine avviata nel 2014, quando una donna si trasferì a Mirto Crosia insieme alla figlia, all'epoca quindicenne.


Secondo quanto emerso dall'inchiesta, la ragazza sarebbe stata coinvolta dalla madre e dal compagno di quest'ultima in incontri con uomini ai quali sarebbe stata fatta prostituire in cambio di denaro o beni di prima necessità.


La giovane, successivamente, avrebbe trovato la forza di raccontare quanto accaduto ai carabinieri, dando avvio agli accertamenti investigativi.


Nel corso delle indagini erano emersi anche i nomi di altri giovani, tra cui quello dell'allora fidanzato della ragazza, nei cui confronti erano state formulate le accuse di prostituzione minorile e violenza sessuale.


Il giovane era stato condannato, sia in primo grado sia in appello, alla pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione.


La sentenza era stata successivamente annullata dalla Corte di Cassazione, rendendo necessario un nuovo giudizio davanti alla Corte d'Appello.


Nel nuovo processo, la Procura Generale aveva chiesto di ascoltare nuovamente la persona offesa. La richiesta è stata contestata dalla difesa, che ha sostenuto le proprie ragioni anche attraverso nuovi motivi di appello.


La Corte d'Appello ha quindi respinto la richiesta di riascoltare la denunciante e, al termine del procedimento, ha assolto l'imputato con la formula “perché il fatto non sussiste”.


La decisione ribalta dunque l'esito dei precedenti gradi di giudizio nei confronti del giovane, mentre la madre e il patrigno della ragazza, insieme ad altre persone coinvolte nella vicenda, erano stati già giudicati e condannati in un distinto procedimento.


Con la nuova pronuncia della Corte d'Appello di Catanzaro, il procedimento a carico dell'ex fidanzato si è concluso con l'assoluzione dalle accuse contestate.

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