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Nuovo ospedale di Cosenza, Ciacco: «Che fine hanno fatto i 345 milioni stanziati dieci anni fa?»

31 minuti fa
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Il consigliere comunale ripercorre la vicenda dal 2016 e contesta l’ipotesi di realizzare la nuova struttura ad Arcavacata: «Cosenza rischia di perdere il suo ospedale Hub»


07 OTT - COSENZA – La vicenda del nuovo ospedale di Cosenza torna al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sul progetto è il consigliere comunale Giuseppe Ciacco, che ricostruisce le principali tappe della storia a partire dal 2016 e pone una serie di interrogativi sui finanziamenti originariamente destinati alla realizzazione della struttura.


Al centro dell’intervento ci sono i 345 milioni di euro che, secondo Ciacco, furono stanziati durante la presidenza della Regione Calabria di Mario Oliverio nell’ambito del Patto per la Calabria, attraverso risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Il consigliere contesta inoltre l’attuale ipotesi di localizzare il nuovo ospedale nell’area di Arcavacata, a Rende, sostenendo che la struttura destinata alla Facoltà di Medicina dell’Università della Calabria non possa coincidere con il nuovo ospedale Hub del capoluogo.


Ciacco fa risalire al 2016 uno dei passaggi fondamentali della vicenda, quando, secondo la sua ricostruzione, la Regione guidata da Oliverio aveva individuato 345 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza.


«Erano 345 milioni di euro veri, che recavano il timbro del Patto per la Calabria», afferma il consigliere, ricordando l’accordo sottoscritto a Reggio Calabria dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal governatore Oliverio.


Contestualmente, sempre secondo Ciacco, sarebbe stato commissionato uno studio di fattibilità per individuare l’area destinata alla nuova struttura. Il vincolo indicato era quello di realizzare l’ospedale all’interno del territorio del Comune di Cosenza.


Lo studio avrebbe preso in considerazione tre aree: Annunziata-Mariano Santo-Muoio, Vaglio Lise e le Cupole geodetiche.


Secondo la ricostruzione del consigliere, lo studio di fattibilità avrebbe individuato in Vaglio Lise la soluzione ritenuta più idonea.


Ciacco sostiene inoltre che, parallelamente, sarebbero stati recuperati altri 50 milioni di euro destinati alla realizzazione della cosiddetta Cittadella della Salute nell’area dell’attuale ospedale dell’Annunziata, una volta completato il nuovo presidio.

Il progetto, però, sarebbe stato successivamente messo in discussione dall’allora amministrazione comunale guidata da Mario Occhiuto.


Ciacco attribuisce proprio a quella fase una delle cause del mancato avvio dell'opera e sostiene che l’eventuale realizzazione a Vaglio Lise avrebbe consentito di completare il nuovo ospedale entro il 31 dicembre 2023.


Si tratta, tuttavia, di una valutazione politica dello stesso consigliere, che attribuisce precise responsabilità all’ex sindaco di Cosenza.


È da qui che nasce la domanda centrale posta da Ciacco: «Che fine hanno fatto i 345 milioni recuperati da Mario Oliverio dieci anni fa?»


Il consigliere mette a confronto il precedente modello di finanziamento con l’attuale ipotesi relativa ad Arcavacata.


«I 345 milioni di Mario Oliverio erano a fondo perduto. Nessuno avrebbe dovuto restituirli. Era lo Stato che se ne faceva carico», sostiene Ciacco.


Per il progetto oggi ipotizzato nell’area di Arcavacata, invece, il consigliere richiama l’ipotesi di un finanziamento attraverso INAIL, configurato come un mutuo, e pone interrogativi sulla sostenibilità dell’operazione per la Regione Calabria.


Ciacco concentra quindi l’attenzione sulla natura del finanziamento e sullo stato dell’iter.


Secondo il consigliere, il DPCM n. 237 del 14 settembre 2022 avrebbe indicato, per il nuovo ospedale di Cosenza, una «proposta di investimenti valutabili dall’INAIL».


Da qui il suo interrogativo: «A tutt’oggi, in attesa degli elaborati progettuali, la valutazione dell’INAIL non è intervenuta».


Ciacco sostiene quindi che il finanziamento non possa essere considerato, allo stato attuale, definitivamente acquisito e chiede chiarezza sull’effettiva copertura finanziaria dell’intervento.


Un altro punto centrale dell’intervento riguarda la destinazione della struttura di Arcavacata.


Secondo Ciacco, l’ospedale collegato alla Facoltà di Medicina dell’Università della Calabria e il nuovo ospedale Hub della città di Cosenza dovrebbero mantenere funzioni differenti.


«L’ospedale in funzione della Facoltà di Medicina non può essere il nuovo ospedale Hub della città di Cosenza», sostiene il consigliere, che definisce «un paradosso» l’ipotesi di realizzare il nuovo ospedale del capoluogo fuori dai confini comunali.


Ciacco precisa di non mettere in discussione la necessità di dotare l’Unical di una struttura sanitaria collegata alla Facoltà di Medicina, ma contesta l’eventuale sovrapposizione tra questo progetto e quello del nuovo ospedale Hub del capoluogo.


Nella parte conclusiva del suo intervento, il consigliere richiama il modello di Catanzaro, dove convivono il presidio Hub Pugliese-Ciaccio e il Policlinico universitario di Germaneto.


«Perché a Cosenza questa soluzione dovrebbe essere impraticabile?», domanda Ciacco, chiedendo alla maggioranza di centrodestra di chiarire quale sia la strategia definitiva per il nuovo ospedale.


Il consigliere lancia quindi l’allarme sul futuro dell’Annunziata, ricordando che l’attuale ospedale si avvicina al secolo di vita.


«La città di Cosenza ha bisogno di un nuovo ospedale», ribadisce Ciacco, secondo il quale la funzione del capoluogo e il ruolo dell’Annunziata nel sistema sanitario provinciale non possono essere messi in secondo piano.


La questione resta dunque aperta su più fronti: localizzazione, modello sanitario, copertura finanziaria e rapporto tra il futuro presidio universitario di Arcavacata e il nuovo Hub del capoluogo. Un confronto che, nelle prossime settimane, potrebbe tornare al centro del dibattito istituzionale e politico cittadino.

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