Omicidio Ceravolo, Curcio: “Restituita dignità al dolore dei genitori di una vittima innocente”
- 15 apr
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15 APR - CATANZARO – “Oggi il cielo è plumbeo, ma è una gran bella giornata”. Con queste parole il procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, ha commentato i risultati dell’operazione che ha portato all’arresto di 15 persone nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Filippo Ceravolo, il giovane ucciso il 25 ottobre 2012.
Un delitto che, come sottolineato dal magistrato, ha colpito una vittima completamente estranea a contesti criminali. “Pur con i limiti della fase in cui ci troviamo – ha dichiarato Curcio – riteniamo di aver fatto un passo importante. Abbiamo contribuito a restituire dignità al dolore di due genitori. Sopravvivere a un figlio è una delle prove più dure che un essere umano possa affrontare”.
Tra gli arrestati figurano Nicola Ciconte, Bruno Lazzaro e Giovanni Alessandro Nesci, ritenuti rispettivamente i due basisti e uno dei sicari coinvolti nell’agguato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ceravolo, 19 anni e originario di Soriano Calabro, si trovava “nel posto sbagliato al momento sbagliato”: era in auto con il vero obiettivo del commando, Domenico Tassone, ritenuto vicino alla cosca Emanuele, in conflitto con il clan rivale dei Loielo per il controllo delle Serre Vibonesi.
Durante l’agguato, Tassone riuscì a lanciarsi fuori dall’auto, mentre Ceravolo venne colpito mortalmente al collo e al volto. Per i presunti mandanti, invece, il gip non ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, disponendo per loro lo stato di libertà.
Curcio ha poi sottolineato il lungo dolore vissuto dalla famiglia: “Perdere un figlio in queste circostanze è ancora più devastante, soprattutto quando si attendono risposte per oltre tredici anni”.
Il procuratore ha infine rivolto un pensiero a tutte le vittime innocenti di mafia, ricordando in particolare Domenico Gabriele, il bambino ucciso a 11 anni a Crotone durante un agguato mafioso.
Un passaggio toccante anche sul piano umano: Curcio ha raccontato di aver incontrato nei mesi scorsi il padre di Filippo, Martino Ceravolo, invitandolo a non perdere fiducia nella giustizia. “Nessuno resta indietro – ha concluso – stiamo riaprendo anche fascicoli risalenti nel tempo”.



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