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Polistena, smantellata la banda del “finto maresciallo”: tre arresti per truffe agli anziani

  • 16 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

16 APR - POLISTENA (RC) - I Carabinieri della Stazione di Polistena hanno smantellato un’organizzazione criminale specializzata nelle truffe ai danni di anziani, eseguendo tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini e una donna. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi guidata da Emanuele Crescenti, ha coinvolto anche i reparti territoriali dell’Arma nelle province di Napoli e Verona, dove sono stati effettuati gli arresti.


L’indagine ha preso avvio nel gennaio 2025, dopo che una pensionata di Polistena era stata raggirata con la cosiddetta truffa del “finto Carabiniere”. Da quell’episodio, i militari hanno sviluppato un’attività investigativa articolata, riuscendo a ricostruire un sistema ben organizzato, dinamico e attivo tra la Calabria e il Nord Italia.


Il modus operandi era sempre lo stesso: una telefonata da parte di un sedicente maresciallo informava la vittima di un grave incidente stradale causato da un familiare. Subito dopo interveniva un falso avvocato che richiedeva il pagamento urgente di una cauzione per evitare conseguenze penali. Un meccanismo studiato per generare ansia e pressione psicologica, spingendo le vittime a consegnare denaro e gioielli.


Gli accertamenti hanno permesso di collegare al gruppo diversi episodi analoghi, avvenuti oltre che a Polistena anche nei territori di Taurianova e San Martino, per un danno complessivo superiore ai 75mila euro.


Fondamentale, ai fini dell’inchiesta, è stata la ricostruzione dei ruoli all’interno della banda. Tra gli arrestati figura una donna ritenuta responsabile della logistica, incaricata del noleggio delle auto e della gestione degli spostamenti tra Campania e Calabria, permettendo così al gruppo di operare con rapidità e ridurre il rischio di essere identificato.


Al termine delle operazioni, i tre indagati sono stati trasferiti nelle rispettive case circondariali, a disposizione dell’autorità giudiziaria.


L’operazione rappresenta un importante risultato nel contrasto a un fenomeno particolarmente odioso, che colpisce le persone più fragili. Resta fondamentale, sottolineano gli investigatori, la collaborazione dei cittadini e la tempestiva segnalazione di situazioni sospette.


Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per gli indagati vale pertanto il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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