Polizia Penitenziaria, 60 nuovi agenti in Calabria: il Consipe attacca il DAP «Distribuzione inefficace»
- 3 giorni fa
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07 MAG - COSENZA - Polemiche sulla distribuzione dei nuovi agenti di Polizia Penitenziaria destinati alla Calabria. Il sindacato Consipe critica duramente il piano predisposto dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria nell’ambito delle assegnazioni del 186° Corso per la nomina ad Agenti Assistenti.
Le nuove unità assegnate alla regione sono complessivamente 60 – 58 uomini e 2 donne – distribuite negli istituti penitenziari calabresi secondo il piano relativo al primo scaglione del 23 aprile 2026.
A contestare il provvedimento è il delegato nazionale del Consipe, Giuseppe Marino, che definisce l’assegnazione «una distribuzione a pioggia che certifica il fallimento strategico dell’Amministrazione».
Secondo il piano del DAP, le unità saranno così ripartite:
16 a Catanzaro Siano;
12 a Reggio Calabria;
10 a Rossano;
7 a Palmi;
5 a Paola;
3 a Cosenza;
3 a Vibo Valentia;
2 a Laureana di Borrello;
2 a Locri;
nessuna assegnazione per Castrovillari e Crotone.
Per il sindacato, la distribuzione non sarebbe sufficiente ad affrontare le criticità strutturali degli istituti penitenziari regionali. «Spalmare poche unità su undici carceri è operativamente irrilevante – sostiene Marino – perché numeri così ridotti non modificano l’organizzazione dei turni né riescono a coprire le carenze di personale».
Particolarmente contestata la mancata assegnazione di agenti agli istituti di Castrovillari e Crotone, attualmente interessati da lavori di ristrutturazione. Secondo il Consipe, il DAP non avrebbe tenuto conto dei pensionamenti imminenti che rischiano di aggravare ulteriormente la carenza di organico al momento della riapertura delle sezioni.
Nel mirino del sindacato anche la situazione della casa circondariale di Palmi, definita già al collasso per sovraffollamento e carichi di lavoro. «Assegnare sette unità senza considerare il numero di pensionamenti previsti nei prossimi mesi significa creare un incremento solo apparente», denuncia Marino.
Il Consipe richiama inoltre l’Accordo nazionale del 18 dicembre 2024, sostenendo che la distribuzione delle risorse avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente sugli istituti considerati più in sofferenza, come Catanzaro, Reggio Calabria, Rossano e Palmi.
«Questa non è una soluzione strutturale – conclude il sindacato – ma un intervento cosmetico che non affronta realmente le emergenze del sistema penitenziario calabrese».



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