Rifiuti abbandonati nel Parco della Sila: area sequestrata a Villaggio Mancuso, due denunciati
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05 GIU - TAVERNA (CZ) – Un'area utilizzata come deposito illecito di rifiuti è stata scoperta e sequestrata all'interno del Parco Nazionale della Sila, nella frazione di Villaggio Mancuso, nel comune di Taverna. L'intervento rientra nell'ambito delle attività di controllo e tutela ambientale svolte per contrastare il fenomeno dell'abbandono incontrollato di rifiuti nelle aree protette.
L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Parco di Monaco, con il supporto tecnico del personale dell'ARPACAL, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria.

Nel corso delle verifiche gli operatori hanno accertato la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti abbandonati direttamente sul terreno e mescolati tra loro, in un'area ricadente nella cosiddetta "Zona 2" del Parco Nazionale della Sila, uno dei contesti naturalistici più rilevanti della Sila Piccola.
Tra i materiali rinvenuti figurano rifiuti provenienti da attività di demolizione, imballaggi, pneumatici fuori uso, rifiuti ingombranti, apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse e diversi veicoli fuori uso.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la situazione configurerebbe un'attività di gestione illecita di rifiuti all'interno di un'area sottoposta a particolari vincoli di tutela ambientale.
Al termine delle verifiche, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro probatorio dell'area interessata per consentire ulteriori approfondimenti investigativi e la successiva bonifica del sito.
L'attività d'indagine ha inoltre portato alla denuncia di due persone alla Procura della Repubblica di Catanzaro. Si tratta del proprietario del terreno e dell'affidatario dell'area, quest'ultimo ritenuto dagli investigatori il responsabile diretto della gestione illecita dei rifiuti.
L'operazione conferma l'attenzione delle forze dell'ordine e degli enti preposti alla salvaguardia del patrimonio naturalistico della Sila, area di particolare pregio ambientale e meta di migliaia di visitatori ogni anno.
Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire tempi e modalità dell'abbandono dei rifiuti all'interno dell'area protetta.



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