Sangineto, Antonio Perrotta morto dopo il pestaggio: aveva 32 anni. È caccia agli aggressori
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Il giovane di Fuscaldo è deceduto questa mattina all’Annunziata di Cosenza dopo ore di agonia. Era stato brutalmente aggredito nella notte tra sabato e domenica mentre lavorava come addetto alla sicurezza. Gli investigatori sono sulle tracce dei responsabili
10 AGO - COSENZA – È morto dopo ore di agonia Antonio Perrotta, 32 anni, originario di Fuscaldo. Il giovane è deceduto questa mattina all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo una violenta aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica a Sangineto.
Una morte che lascia una comunità sotto shock e sulla quale ora la Procura di Paola vuole fare piena luce. Perrotta, secondo quanto ricostruito finora, si trovava a Sangineto per lavorare come addetto alla sicurezza in una nota discoteca del Tirreno cosentino. Al termine dell’aggressione sarebbe riuscito a tornare a casa, ma nelle ore successive il suo quadro clinico è precipitato.
Inizialmente il 32enne è stato accompagnato all’ospedale Iannelli di Cetraro. Le sue condizioni sono apparse subito particolarmente gravi e i sanitari hanno disposto il trasferimento all’Annunziata di Cosenza.
Qui Perrotta è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove ha lottato tra la vita e la morte. Questa mattina, nonostante i tentativi dei medici, il suo cuore ha smesso di battere.
Adesso l’indagine entra nella fase più delicata: bisogna ricostruire ogni momento della notte e capire chi abbia aggredito il giovane e perché.
Sono ancora diversi i punti da chiarire. Non è stato infatti accertato con precisione dove sia iniziata l’aggressione, né cosa abbia scatenato la violenza. Gli investigatori stanno inoltre verificando se il pestaggio possa essere collegato all’attività svolta da Perrotta come addetto alla sicurezza.
A lavorare sul caso sono la Squadra Mobile di Cosenza e i Carabinieri delle Compagnie di Paola e Scalea, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Paola.
Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona e raccogliendo testimonianze e altri elementi utili. L’obiettivo è ricostruire la sequenza dell’aggressione e dare un nome ai responsabili.
La notizia della morte di Antonio Perrotta ha provocato dolore e incredulità a Fuscaldo. Il 32enne lascia la moglie, i figli e i familiari, stretti in queste ore nel dolore per una morte tanto improvvisa quanto drammatica.
Il sindaco Giacomo Middea e l’Amministrazione comunale hanno espresso vicinanza alla famiglia, parlando di una «morte assurda» e di una giovane vita spezzata dalla violenza.
La comunità attende ora risposte. Restano da accertare la dinamica dell’aggressione, il movente e soprattutto l’identità di chi ha colpito Antonio Perrotta con una violenza che gli è costata la vita.



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