Sospetto botulismo al GOM, corsa contro il tempo: l’antitossina arriva da Cosenza
Una fiala trasferita dall’Annunziata di Cosenza al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria in meno di due ore. Il microdeposito regionale, istituito dopo l’emergenza del 2025, ha consentito di ridurre i tempi per la disponibilità dell’antidoto.
30 SET - COSENZA – Una corsa contro il tempo per garantire la disponibilità dell'antitossina botulinica a un paziente ricoverato al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria con un sospetto clinico di botulismo. La fiala necessaria per il trattamento è stata trasferita nella notte dall' Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza, dove è custodita all'interno di un microdeposito regionale autorizzato, arrivando al GOM in meno di due ore.
La disponibilità del farmaco sul territorio calabrese ha consentito di abbreviare sensibilmente i tempi di intervento. Dopo il sospetto diagnostico, i sanitari del GOM hanno attivato il percorso previsto, contattando il Centro Antiveleni di Pavia, che ha indicato la somministrazione dell'antitossina.
La fiala è stata quindi richiesta alla struttura cosentina e trasferita rapidamente a Reggio Calabria, evitando di dover attendere l'arrivo dell'antidoto da uno dei depositi nazionali situati fuori regione.
La presenza dell'antitossina a Cosenza è il risultato dell'intesa tra Regione Calabria e Ministero della Salute, che ha individuato la Terapia intensiva dell'Annunziata quale microdeposito autorizzato per la custodia del farmaco.
La decisione è maturata dopo l'emergenza botulismo che nell'agosto 2025 aveva interessato la Calabria. In quell'occasione era stato necessario ricorrere a trasferimenti straordinari dell'antidoto da fuori regione, inizialmente dalla Farmacia militare di Taranto e successivamente attraverso il sistema nazionale delle scorte strategiche.
L'antitossina botulinica fa infatti parte della scorta strategica nazionale di antidoti e farmaci gestita dal Ministero della Salute ed è soggetta a specifiche procedure di conservazione e custodia.
L'esperienza dello scorso anno ha portato alla definizione di un sistema regionale più vicino alle strutture ospedaliere calabresi, con l'obiettivo di ridurre i tempi necessari per rendere disponibile il farmaco in caso di sospetti casi di botulismo.
«Quanto accaduto – ha dichiarato Andrea Bruni, direttore dell'Unità operativa complessa di Terapia intensiva e anestesiologia dell'Annunziata di Cosenza – dimostra il valore dell'intesa raggiunta».
Secondo Bruni, la possibilità di custodire l'antitossina direttamente in Calabria consente di avere a disposizione un farmaco salvavita senza dover attendere trasferimenti da strutture situate a centinaia di chilometri di distanza.
«Nel botulismo – ha aggiunto – la rapidità dell'intervento è fondamentale. Il fatto che questa notte sia stato possibile far arrivare l'antitossina al GOM di Reggio Calabria in meno di due ore rappresenta la dimostrazione concreta dell'efficacia di questa scelta».
Il direttore dell'Unità operativa ha inoltre sottolineato come il microdeposito rappresenti non soltanto una soluzione logistica, ma anche uno strumento di sicurezza sanitaria a disposizione della rete ospedaliera regionale.
L'esperienza maturata con l'emergenza del 2025 ha quindi portato a un cambiamento nell'organizzazione della disponibilità dell'antitossina in Calabria, rafforzando la capacità di risposta del sistema sanitario regionale di fronte a eventi rari ma potenzialmente molto gravi. È quanto evidenziato in una nota del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria.



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