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Stadio Marulla, il Cosenza Calcio ricorre al Tar: chiesta la sospensiva contro lo stop all’utilizzo dell’impianto

  • 3 ore fa
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06 LUG - COSENZA – Il Cosenza Calcio si prepara a portare davanti al Tar Calabria la vicenda relativa alla sospensione dell'utilizzo dello stadio San Vito-Gigi Marulla. La società rossoblù è pronta a impugnare il provvedimento con cui il Comune di Cosenza ha disposto lo stop all'attività sportiva nell'impianto per consentire l'esecuzione dei lavori di riqualificazione, chiedendo ai giudici amministrativi una sospensiva d'urgenza.


La decisione dell'Amministrazione comunale, notificata lo scorso 11 giugno, ha sospeso la convenzione con il club, ritenendo incompatibile lo svolgimento delle gare con il cantiere previsto all'interno dello stadio.


Secondo la società di via Conforti, il provvedimento presenterebbe diversi profili di illegittimità. Tra le principali contestazioni vi sarebbe il presunto contrasto con il bando di gara dei lavori di riqualificazione, nel quale era stata valorizzata la possibilità di garantire la prosecuzione dell'attività sportiva durante il cantiere, assegnando punteggi aggiuntivi alle imprese che avessero proposto soluzioni capaci di limitare le interferenze con partite e allenamenti.


Nel ricorso, inoltre, il Cosenza sostiene che il progetto esecutivo sul quale si fonda la sospensione non sarebbe stato ancora verificato e validato, elemento che, secondo i legali del club, non consentirebbe di giustificare il blocco dell'utilizzo dello stadio.


Un ulteriore punto riguarda la competenza dell'atto amministrativo. La società ritiene che una decisione destinata a produrre effetti così rilevanti non potesse essere adottata con un provvedimento dirigenziale, ma avrebbe richiesto una deliberazione del Consiglio comunale.


La sospensione dell'utilizzo del Marulla è infatti prevista fino al 31 dicembre 2027, una durata che, secondo il club, comporterebbe l'impossibilità di disputare le gare casalinghe nell'impianto cittadino per quasi due stagioni sportive, pur lasciando formalmente in vigore la convenzione.


Nel ricorso viene inoltre contestata la mancata individuazione di soluzioni meno penalizzanti, che avrebbero consentito di conciliare l'esecuzione dei lavori con lo svolgimento dell'attività sportiva. La società richiama i principi di proporzionalità e buon andamento dell'azione amministrativa, evidenziando anche il danno economico, organizzativo e d'immagine derivante dalla necessità di disputare le partite interne allo stadio Ezio Scida di Crotone, soluzione adottata per completare l'iscrizione al campionato di Serie C.


Per questo motivo il Cosenza chiederà al Tar, in via cautelare, la sospensione immediata dell'efficacia del provvedimento comunale e, successivamente, il suo annullamento.


In via subordinata, qualora il Tribunale amministrativo dovesse ritenere legittima la sospensione della convenzione, il club ha annunciato che chiederà il riconoscimento dell'indennizzo previsto dalla normativa in caso di revoca di atti amministrativi, riservandosi inoltre di promuovere un successivo giudizio per ottenere il risarcimento degli eventuali danni subiti.


Sarà ora il Tar Calabria a valutare la richiesta di sospensiva e a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento adottato dal Comune di Cosenza.

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