Tentato femminicidio a Terranova da Sibari, Occhiuto incontra Maria Ida: “La sua testimonianza entrerà nelle scuole calabresi”
- 15 giu
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15 GIU - CATANZARO – La storia di Maria Ida Santopaolo, la giovane di Terranova da Sibari sopravvissuta a un tentato femminicidio avvenuto nei primi giorni di giugno, potrebbe presto diventare un importante strumento di sensibilizzazione per le nuove generazioni. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha ricevuto la ragazza negli uffici regionali insieme agli assessori Pasqualina Straface e Gianluca Gallo.
Durante l’incontro, il governatore ha voluto esprimere personalmente la vicinanza dell’intera comunità calabrese alla giovane e alla sua famiglia, ribadendo la ferma condanna per un episodio che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.
«A Maria Ida, ai suoi familiari e a tutte le persone che le sono accanto ho voluto manifestare l’affetto e la solidarietà della Calabria», ha dichiarato Occhiuto, sottolineando la gravità dell’accaduto e la necessità di continuare a contrastare ogni forma di violenza contro le donne.
Il presidente ha inoltre incontrato il giovane che quella notte intervenne con coraggio, contribuendo a salvare la vita della ragazza. Un gesto che Occhiuto ha definito esempio di grande umanità e responsabilità.
Dall’incontro è nata un’idea che la Regione intende sviluppare nei prossimi mesi: portare la testimonianza di Maria Ida e del suo soccorritore nelle scuole calabresi attraverso un percorso educativo dedicato alla prevenzione della violenza di genere. L’iniziativa sarà coordinata anche con l’assessorato regionale all’Istruzione guidato da Eulalia Michelizzi.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare studenti e studentesse sui temi del rispetto reciproco, della cultura del consenso, della parità di genere e del rifiuto di qualsiasi forma di abuso o sopraffazione.
«Ringrazio Maria Ida per la forza e la disponibilità con cui ha scelto di trasformare una tragedia personale in una testimonianza capace di generare consapevolezza», ha aggiunto Occhiuto. «La prevenzione passa soprattutto dall’educazione e dalla capacità di trasmettere valori sani ai più giovani».
La Regione Calabria punta così a trasformare una vicenda drammatica in un’occasione di crescita collettiva, nella convinzione che il contrasto alla violenza di genere debba partire dalla formazione culturale e dal coinvolgimento delle nuove generazioni. Un impegno che, come ribadito dal presidente, richiede la collaborazione di istituzioni, scuole e società civile per costruire una comunità sempre più consapevole, rispettosa e sicura per tutte le donne.



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