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Terra dei Fuochi, confisca da 204 milioni: sequestrati 224 immobili anche a Cosenza

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

04 MAR - NAPOLI – Maxi confisca da oltre 204 milioni di euro nei confronti dei fratelli Giovanni Pellini, Cuono Pellini e Salvatore Pellini, imprenditori di Acerra attivi nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali.


Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli e riguarda un vasto patrimonio comprendente aziende, immobili, terreni, conti correnti, autoveicoli, imbarcazioni ed elicotteri. Tra i beni figurano anche 224 immobili distribuiti in diverse province italiane, tra cui quella di Cosenza.


Il provvedimento rappresenta l’ultimo capitolo di un lungo iter giudiziario avviato nel 2017, quando il patrimonio degli imprenditori fu sottoposto a sequestro di prevenzione dopo la condanna definitiva per disastro doloso continuato.


Le indagini patrimoniali avevano evidenziato una marcata sproporzione tra i beni accumulati e i redditi dichiarati, ricondotta in parte ai proventi del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi.


Una prima confisca era stata disposta nel 2019 e confermata in appello nel 2023. Nell’aprile 2024 la Corte di Cassazione aveva però annullato il provvedimento per vizi formali, disponendo la restituzione dei beni.


Successivamente, la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha avviato una nuova e approfondita ricognizione patrimoniale, estesa anche ai nuclei familiari. Nel maggio 2024 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha disposto un nuovo sequestro e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, ha decretato la confisca, ritenendo sussistente la pericolosità qualificata dei proposti e la significativa sproporzione patrimoniale.


Il provvedimento resta comunque impugnabile.


La misura riguarda in particolare:


  • 8 compendi aziendali con sedi nelle province di Napoli, Frosinone e Roma;

  • 224 immobili nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Cosenza, Latina e Frosinone;

  • 75 terreni;

  • 70 rapporti finanziari;

  • 72 autoveicoli;

  • 3 imbarcazioni;

  • 2 elicotteri.


Un patrimonio imponente che, secondo gli inquirenti, rappresenterebbe il risultato di attività illecite legate al traffico e alla gestione irregolare dei rifiuti.

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