Truffe sui fondi agricoli e affari illeciti: cinque misure cautelari e sequestri per oltre 36 milioni
Operazione della Guardia di finanza su un presunto sistema finalizzato a ottenere indebitamente contributi pubblici della Politica agricola comune. Due persone in carcere con l’aggravante del metodo mafioso, tre ai domiciliari. Sequestrate 15 società, 398 tra terreni e fabbricati e circa 2,5 milioni di euro
07 SET - CATANZARO – Un presunto sistema organizzato per ottenere contributi pubblici a fondo perduto destinati al settore agricolo è al centro di un’operazione della Guardia di finanza che ha portato all’esecuzione di cinque misure cautelari e a un imponente sequestro di beni.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale Procura, ed è stato eseguito dalle Fiamme gialle nell’ambito di un’indagine che ipotizza, a vario titolo, l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata a una serie di reati.
Tra le contestazioni figurano la turbativa d’asta, il trasferimento fraudolento di valori, il riciclaggio e l’autoriciclaggio, oltre al reimpiego di denaro di provenienza illecita e alle presunte truffe aggravate in materia di Politica agricola comune.
Sono cinque complessivamente le persone raggiunte dall’ordinanza cautelare.
Per due indagati, originari rispettivamente delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Nei loro confronti sarebbe stata riconosciuta anche l’aggravante del metodo mafioso.
Per altre tre persone – due imprenditori e un avvocato del Catanzarese – il Gip ha invece disposto gli arresti domiciliari.
Le misure rappresentano uno degli aspetti principali dell’operazione, che ha interessato un articolato patrimonio societario e immobiliare riconducibile, secondo l’ipotesi investigativa, alle attività oggetto dell’indagine.
Parallelamente all’esecuzione delle misure cautelari, la Guardia di finanza ha dato corso ai provvedimenti di sequestro preventivo.
Nel mirino sono finite 15 società con sede nel Catanzarese e operanti nel settore agricolo, per un valore complessivo stimato in circa 1,6 milioni di euro.
Il sequestro ha inoltre interessato un vasto patrimonio immobiliare distribuito su più territori.
Sono complessivamente 398 gli immobili, tra fabbricati e terreni, sottoposti a sequestro nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria e Pisa.
Il valore stimato dei beni raggiunge circa 32,6 milioni di euro.
A questi si aggiungono disponibilità finanziarie per circa 2,5 milioni di euro, sequestrate nelle province di Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone e Arezzo.
Il valore dei beni e delle somme oggetto dei provvedimenti porta quindi il sequestro complessivo a una cifra superiore ai 36 milioni di euro.
Secondo l’impostazione accusatoria alla base dell’ordinanza, gli indagati avrebbero avuto ruoli diversi nell’organizzazione di un presunto sistema finalizzato all’ottenimento di contributi pubblici a fondo perduto nell’ambito della Politica agricola comune.
L’attività investigativa ipotizza una struttura nella quale sarebbero confluite diverse condotte illecite, dalla turbativa delle procedure d’asta fino alle operazioni di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza ritenuta illecita.
I provvedimenti cautelari e i sequestri sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza su disposizione dell’autorità giudiziaria catanzarese.
Le contestazioni dovranno ora essere sottoposte alle successive fasi del procedimento e dovranno trovare conferma nel corso dell’iter giudiziario.



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