Allarme caldo nei cantieri calabresi, Fillea Cgil denuncia violazioni: «A rischio salute e vita dei lavoratori»
25 GIU - COSENZA – Cresce la preoccupazione per le condizioni di lavoro nei cantieri calabresi durante l’emergenza caldo. La Fillea Cgil Calabria denuncia il mancato rispetto dell’ordinanza regionale entrata in vigore il 10 giugno scorso, che prevede lo stop alle attività lavorative all’aperto nelle ore più calde della giornata in presenza di elevati livelli di rischio per i lavoratori.
A lanciare l’allarme è il segretario generale del sindacato, Simone Celebre, che parla di una situazione «ormai insostenibile» e chiede un intervento immediato degli organi di controllo.
Secondo la Fillea Cgil, i sopralluoghi effettuati negli ultimi giorni dalle strutture territoriali avrebbero evidenziato numerosi casi di mancata applicazione delle misure previste dall’ordinanza regionale. In diversi cantieri, infatti, gli operai continuerebbero a lavorare anche durante le fasce orarie considerate più pericolose per l’esposizione al caldo.
«La salute e la vita di chi lavora non hanno prezzo e non possono essere sacrificate sull’altare del profitto o delle scadenze dei cronoprogrammi», afferma Celebre. Il sindacato riferisce di aver già trasmesso decine di segnalazioni dettagliate agli organi ispettivi competenti, lamentando però una risposta ritenuta ancora insufficiente.
La normativa regionale vieta lo svolgimento delle attività lavorative all’aperto tra le 12:30 e le 16:00 nei giorni in cui il sistema di monitoraggio Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisiche intense. Le deroghe sono previste esclusivamente per situazioni eccezionali e indispensabili al ripristino di servizi pubblici essenziali.
Per il sindacato, molte imprese continuerebbero a ignorare deliberatamente le disposizioni di sicurezza. «La realtà che stiamo documentando racconta di violazioni da parte di aziende che scelgono di non fermarsi per non rallentare i guadagni, scaricando il rischio direttamente sulle spalle dei lavoratori», sostiene la Fillea.
Le elevate temperature, spesso superiori ai 35 gradi, associate a tassi elevati di umidità, aumentano infatti il rischio di disidratazione, colpi di calore, malori improvvisi e incidenti sul lavoro dovuti alla diminuzione della lucidità psicofisica.
La Fillea Cgil Calabria chiede ora un’azione decisa da parte delle autorità competenti, con verifiche capillari nei cantieri e provvedimenti severi nei confronti delle aziende che non rispettano le regole.
«Non aspettiamo che accada l’irreparabile per piangere l’ennesima vittima sul lavoro», sottolinea il sindacato, che invoca controlli a tappeto, sanzioni esemplari e, nei casi più gravi, il sequestro immediato dei cantieri irregolari.
L’organizzazione sindacale rivolge inoltre un appello ai lavoratori affinché segnalino eventuali violazioni dell’ordinanza anti-caldo, garantendo assistenza legale e sindacale a chi deciderà di denunciare situazioni di rischio. L’obiettivo, conclude la Fillea, è rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro durante i mesi più critici dell’estate.



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