Amendolara, corteo contro il caporalato dopo la morte di quattro braccianti: “La Calabria non può restare in silenzio”
04 GIU - AMENDOLARA (CS) – Una manifestazione per chiedere giustizia, diritti e condizioni di lavoro dignitose nelle campagne. È l'iniziativa promossa dall'USB Calabria per sabato 6 giugno ad Amendolara, all'indomani della tragedia che ha causato la morte di quattro giovani braccianti migranti, riaccendendo il dibattito sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo nel settore agricolo.
L'Unione Sindacale di Base chiama alla mobilitazione cittadini, associazioni e realtà del territorio con un messaggio chiaro: contrastare un sistema che, secondo il sindacato, continua a generare sfruttamento, precarietà e morti sul lavoro.
La manifestazione nasce nel ricordo di Waseem, Amin, Ullah e Safi, i quattro lavoratori deceduti in una vicenda che ha profondamente colpito la comunità calabrese e l'opinione pubblica nazionale.
Per l'USB, quanto accaduto rappresenta l'ennesimo episodio riconducibile a un modello produttivo che continua a fare leva sulla vulnerabilità della manodopera agricola, in particolare quella migrante.
«Il caporalato continua a uccidere», denuncia il sindacato, evidenziando come in molte aree agricole del Paese persistano condizioni di lavoro caratterizzate da salari bassi, precarietà e scarse tutele.
Nel documento che accompagna la mobilitazione, l'USB punta il dito contro quello che definisce un sistema consolidato di sfruttamento della forza lavoro nelle campagne, denunciando turni massacranti, retribuzioni insufficienti e condizioni lavorative spesso incompatibili con la tutela della dignità umana.
Secondo il sindacato, il fenomeno non può essere considerato un'emergenza episodica ma il risultato di meccanismi economici e normativi che negli anni avrebbero favorito l'espansione del lavoro irregolare e della dipendenza dai caporali.
Particolarmente critica la posizione dell'organizzazione nei confronti delle politiche migratorie e delle normative che collegano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, ritenute tra le cause che alimentano situazioni di ricattabilità e sfruttamento.
Per contrastare realmente il caporalato, l'USB chiede interventi strutturali che vadano oltre il solo inasprimento delle sanzioni.
Tra le proposte avanzate figurano il rafforzamento delle tutele per i lavoratori agricoli, una maggiore stabilità contrattuale, controlli più efficaci lungo tutta la filiera produttiva e un monitoraggio rigoroso dei costi e delle condizioni di lavoro.
L'obiettivo dichiarato è costruire un modello agricolo fondato sul rispetto dei diritti, della legalità e della dignità delle persone impiegate nei campi.
Alla manifestazione ha annunciato la propria adesione anche il Partito Democratico della Calabria, che parteciperà al corteo per ribadire la necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo e promuovere maggiori garanzie di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per il Pd, la tragedia di Amendolara impone una riflessione collettiva che coinvolga istituzioni, imprese agricole, organizzazioni sindacali e società civile, con l'obiettivo di costruire un sistema produttivo capace di coniugare qualità delle produzioni e qualità del lavoro.
I democratici sottolineano inoltre la necessità di valorizzare le aziende che operano nel rispetto delle regole e di colpire con decisione chi trae profitto dalle condizioni di vulnerabilità dei lavoratori.
Gli organizzatori invitano cittadini, associazioni, amministratori e rappresentanti delle istituzioni a prendere parte alla manifestazione per dare un segnale concreto contro il caporalato e in memoria delle vittime dello sfruttamento lavorativo.
L'iniziativa si propone di trasformare il dolore per la tragedia in una richiesta collettiva di cambiamento, affinché episodi come quello che ha coinvolto Ullah, Amin, Safi e Waseem non si ripetano e il tema della dignità del lavoro torni al centro dell'agenda pubblica.



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