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Appalti e grandi opere a Reggio Calabria, inchiesta su presunte mazzette: quattro arresti nel settore lavori pubblici

  • 20 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

20 MAG - REGGIO CALABRIA – Un presunto sistema corruttivo legato agli appalti pubblici e alla gestione delle grandi opere del Comune di Reggio Calabria è al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura reggina che ha portato all’arresto di quattro persone tra funzionari comunali e imprenditori.


Secondo gli investigatori, il meccanismo illecito sarebbe stato finalizzato ad accelerare pratiche amministrative e pagamenti relativi agli stati di avanzamento dei lavori in cambio di denaro e favori negli affidamenti pubblici.


In carcere è finito Arturo Arcano, 63 anni, dipendente dell’ufficio tecnico comunale. Ai domiciliari, invece, l’altro dipendente comunale coinvolto, Giancarlo Cutrupi, 61 anni, insieme agli imprenditori Antonio Scopelliti, 36 anni, e Demetrio Cama, 51 anni.


L’inchiesta ha inoltre portato al sequestro preventivo delle quote di due società, la Ecolog Italia Srl e la As Costruzioni Srl. Altri due soggetti risultano indagati nell’ambito dell’attività investigativa.


A spiegare i contorni dell’indagine è stato il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli, secondo cui il presunto sistema “era incentrato sulla figura di Arcano” e mirava ad agevolare e velocizzare le procedure amministrative relative ai lavori pubblici.


Le contestazioni riguardano diversi affidamenti diretti effettuati dal Comune di Reggio Calabria. La Procura ha precisato che, allo stato delle indagini, non emergerebbe alcun coinvolgimento diretto di esponenti politici o dell’amministrazione comunale.


Tra gli episodi contestati figura anche la riqualificazione dell’ex cinema Orchidea, struttura destinata a diventare museo comunale sul lungomare reggino attraverso un intervento da oltre due milioni di euro.


Secondo gli inquirenti, il dipendente comunale avrebbe fornito informazioni riservate agli imprenditori prima della loro ufficializzazione, oltre a sollecitare l’emissione degli stati di avanzamento lavori e la chiusura di pratiche amministrative legate a varianti in corso d’opera. In cambio avrebbe ricevuto una somma di circa 5mila euro.


Gli investigatori della Squadra Mobile avrebbero documentato le presunte dazioni di denaro attraverso intercettazioni e videoriprese.


Nel pomeriggio è arrivata anche la posizione ufficiale dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, che ha espresso piena fiducia nell’operato della magistratura annunciando massima collaborazione con gli inquirenti.


In una nota, il Comune ha evidenziato l’impegno già avviato negli ultimi anni per rafforzare la trasparenza amministrativa e prevenire fenomeni corruttivi, sottolineando che eventuali responsabilità individuali non possono mettere in discussione il lavoro quotidiano della maggioranza dei dipendenti comunali.


L’inchiesta, secondo quanto riferito dalla Procura, potrebbe estendersi ulteriormente nei prossimi mesi nell’ambito di una più ampia attività investigativa su altri possibili fenomeni criminali collegati agli appalti pubblici.

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