Appalti rifiuti nel Cosentino, USB avvia verifiche: «Basta contratti al ribasso sui lavoratori»
- 15 mag
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15 MAG - COSENZA – Parte una nuova campagna di controllo sugli appalti dell’igiene ambientale nella provincia di Cosenza. A promuoverla è USB Lavoro Privato – Federazione di Cosenza, che punta l’attenzione sull’applicazione dei contratti collettivi nazionali ai lavoratori impegnati nei servizi di raccolta rifiuti, spazzamento stradale e igiene urbana.
Secondo il sindacato, negli ultimi anni si sarebbe diffusa la pratica di applicare il CCNL Multiservizi anche in appalti che, per mansioni svolte e organizzazione del lavoro, rientrerebbero invece nel settore dell’igiene ambientale.
Per USB si tratta di una questione che coinvolge diritti, dignità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche. «Applicare un contratto diverso da quello corretto – sostiene il sindacato – significa spesso garantire salari più bassi, minori tutele e condizioni economiche peggiori ai lavoratori che svolgono un servizio essenziale per la collettività».
L’organizzazione sindacale accusa alcune aziende di utilizzare il contratto Multiservizi con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e aumentare i margini economici degli appalti.
«Non possiamo accettare – afferma USB – che chi si occupa quotidianamente di raccolta rifiuti e servizi ambientali venga inquadrato come lavoratore multiservizi solo per comprimere salari e diritti».
USB ha annunciato di aver inviato una richiesta formale a tutti i Comuni del Cosentino per ottenere:
accesso ai capitolati d’appalto e ai bandi di gara;
verifica dei costi del personale previsti nelle gare;
controlli sull’effettiva applicazione del contratto collettivo corretto;
incontri istituzionali con le amministrazioni comunali.
Il sindacato solleva inoltre un ulteriore aspetto ritenuto particolarmente delicato: in diversi appalti, secondo USB, i costi del personale sarebbero stati calcolati utilizzando le tabelle ministeriali del CCNL Igiene Ambientale, mentre ai dipendenti verrebbe poi applicato un contratto economicamente meno favorevole.
«Se un appalto viene costruito sul costo del personale dell’igiene ambientale – conclude USB – non è accettabile che il risparmio venga scaricato sui lavoratori attraverso un contratto più povero. Quelle somme devono andare a chi lavora ogni giorno nei servizi ambientali e non trasformarsi in profitto ottenuto comprimendo salari e diritti».
Per il sindacato, la vertenza riguarda non solo il piano economico, ma anche la trasparenza degli appalti pubblici e il rispetto delle corrette condizioni contrattuali nei servizi essenziali.



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