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Calabria, Eurostat fotografa il divario con l’Europa: occupazione al 50,3% e rischio povertà al 45,35%

26 set
Tempo di lettura: 2 min

L’ultimo annuario regionale di Eurostat evidenzia le difficoltà della regione sul fronte del lavoro e dell’inclusione sociale. Distanti dalla media europea anche l’utilizzo dei servizi digitali, l’home banking e le competenze tecnologiche


COSENZA – Occupazione, condizioni economiche, accesso ai servizi digitali e competenze tecnologiche. È un quadro caratterizzato da forti differenze rispetto alla media europea quello che emerge dai dati dell’ultimo annuario regionale di Eurostat, con la Calabria che si colloca nelle fasce più basse per diversi indicatori.


Nel 2025, 64 delle 244 regioni dell’Unione europea hanno registrato un tasso di occupazione inferiore al 74%. Tra queste figurano 11 regioni italiane.


La Calabria presenta il valore più basso a livello nazionale, con un tasso di occupazione del 50,3%. Seguono la Campania con il 50,8% e la Sicilia con il 51,4%. Un dato che colloca la regione tra i territori europei con i livelli occupazionali più contenuti.


Il divario emerge in maniera ancora più evidente dagli indicatori relativi al rischio di povertà o esclusione sociale.


Nel 2025, secondo Eurostat, erano 92,7 milioni le persone interessate dal fenomeno nell’Unione europea, pari al 20,9% della popolazione.


In Calabria la quota raggiunge il 45,35%, un valore che la colloca al secondo posto nella graduatoria europea, alle spalle della Guyana francese, che registra il 54,8%. Tra le regioni con i valori più elevati figura anche la Sicilia, al 44%, mentre la Campania si attesta al 41,2%.


Le differenze riguardano anche la struttura dell’economia regionale. La Calabria non rientra tra le regioni europee caratterizzate da una significativa presenza occupazionale nei comparti manifatturieri ad alta tecnologia.


Un divario che interessa anche i servizi ad alta intensità di conoscenza, tra cui rientrano attività informatiche, finanziarie, consulenziali e legali. In questo ambito emerge invece il peso di regioni come la Lombardia, caratterizzate da una maggiore concentrazione di occupazione nei settori avanzati.


Anche sul fronte della digitalizzazione il confronto con la media europea evidenzia differenze significative.


Per quanto riguarda l'utilizzo dei social network, la media dell’Unione europea si attesta al 67,3%, mentre in Calabria il dato è del 45,5%.


Ancora più ampia la distanza nell’home banking: a fronte del 69,7% registrato nell’Ue, in Calabria la quota si ferma al 17,8%, uno dei valori più bassi rilevati a livello regionale europeo.


Il divario riguarda infine anche il rapporto digitale tra cittadini e Pubblica amministrazione.


In Calabria soltanto il 12,9% della popolazione utilizza servizi o interagisce online con la PA, a fronte di una media europea del 57,7%.


Una differenza che si accompagna a quella relativa alle competenze digitali. Nel Sud e nelle Isole il livello rilevato da Eurostat è pari al 18,6%, mentre nell’Unione europea raggiunge il 60,4%.


Nel complesso, i dati restituiscono l’immagine di una regione che continua a confrontarsi con un divario significativo rispetto a molte altre aree europee, soprattutto sul piano occupazionale, sociale e della transizione digitale.

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