Tipicità calabresi e turismo, la CNA: «Basta eventi fotocopia, servono idee nuove»
Il presidente di CNA Cosenza Michele Marchese invita Comuni e organizzatori a valorizzare le peculiarità dei territori: «La Calabria non ha bisogno di 50 copie dello stesso evento, ma di 50 idee diverse»
23 SET - COSENZA – Dalla Cipolla di Tropea ai funghi della Sila, dal peperoncino alla liquirizia, passando per castagne, fichi, agrumi, vini e salumi. La Calabria dispone di un patrimonio agroalimentare e culturale ampio e diversificato, ma secondo Michele Marchese, presidente di CNA Cosenza, occorre cambiare approccio nella promozione turistica e nella programmazione degli eventi.
Al centro della riflessione c’è il rischio di una progressiva omologazione delle manifestazioni organizzate nei diversi comuni calabresi. Eventi dedicati agli stessi prodotti e costruiti su format simili, secondo Marchese, rischiano di ridurre la capacità dei territori di distinguersi e di valorizzare le proprie specificità.
«In Calabria abbiamo una fortuna che pochi territori al mondo hanno – afferma Marchese –. Abbiamo mille tradizioni e mille prodotti, ma non sempre riusciamo a valorizzarli e a comunicarli come meriterebbero».
Il presidente di CNA Cosenza richiama alcune esperienze che negli anni hanno contribuito a costruire l'immagine turistica della regione. Tra queste il Festival del Peperoncino di Diamante e Calici sotto le stelle, iniziative nate con l'obiettivo di associare un prodotto o un tema a una precisa identità territoriale.
«Sono state idee originali, nate per dare un'identità forte e distinta al proprio territorio», sottolinea Marchese.
Il problema, secondo il presidente dell'associazione, sarebbe emerso successivamente con la diffusione di manifestazioni ispirate agli stessi modelli. «Com'è possibile che oggi, in tanti altri Comuni, si ripetano sempre gli stessi eventi? La stessa festa del peperoncino, del vino, del cioccolato o della birra?».
Da qui l'invito a guardare alle numerose produzioni ancora poco valorizzate e a costruire iniziative capaci di raccontare le peculiarità dei singoli territori.
Per Marchese, la sfida riguarda anche il coordinamento delle strategie di promozione. L'obiettivo non sarebbe quello di aumentare semplicemente il numero delle manifestazioni, ma di renderle riconoscibili e complementari, evitando una concorrenza tra località vicine.
«La Calabria non ha bisogno di 50 copie dello stesso evento, ha bisogno di 50 idee diverse», afferma il presidente di CNA Cosenza. «Ogni paese ha un prodotto, una storia, un sapore che può trasformarsi in un grande evento di richiamo nazionale. Dobbiamo avere il coraggio di inventare, non di imitare».
Una strategia che, nelle intenzioni espresse dalla CNA, potrebbe contribuire a rafforzare la promozione delle produzioni locali e a creare nuove opportunità per artigianato, agricoltura, imprese e turismo esperienziale, puntando sulla varietà delle identità territoriali calabresi.



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