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Capocolonna senza acqua da 20 giorni, il parroco sbotta: «È una vergogna»

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il rettore del Santuario della Madonna di Capocolonna, don Bernardino Mongelluzzi, denuncia sui social i disagi di famiglie e attività: «Non vogliamo più promesse né rinvii. L’acqua è un diritto e un servizio essenziale»


12 AGO - CROTONE – «Capocolonna è senza acqua da 20 giorni. È una vergogna». È il grido di protesta affidato ai social da don Bernardino Mongelluzzi, rettore del Santuario della Madonna di Capocolonna, che ha dato voce alla crescente esasperazione di residenti e operatori alle prese con una situazione che, secondo quanto denunciato dal sacerdote, si protrae ormai da settimane.


Non si tratterebbe, sottolinea il parroco, di un disservizio temporaneo o di un guasto destinato a essere risolto nel giro di poche ore. Da oltre 20 giorni famiglie, lavoratori e attività commerciali del promontorio di Capocolonna devono fare i conti con l'assenza d'acqua, con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana e sul lavoro.


Nel suo intervento, don Mongelluzzi definisce «inaccettabile» che nel 2026 ci siano cittadini costretti a organizzare la propria vita quotidiana attorno alla mancanza di un servizio essenziale.


«Ci sono famiglie, lavoratori, attività commerciali che devono continuare a lavorare», evidenzia il rettore del santuario, ricordando i disagi affrontati quotidianamente da chi vive e opera nella zona.


Il sacerdote contesta anche l'assenza di risposte concrete e immediate: «Non ci interessano più le promesse. Non ci interessano più i rinvii. Non ci interessano più le giustificazioni. Vogliamo l'acqua, vogliamo che il problema venga risolto».


La protesta si concentra anche sulle soluzioni adottate per fronteggiare l'emergenza. L'impiego delle autobotti, secondo don Mongelluzzi, può rappresentare soltanto una misura straordinaria e temporanea, non certo la normalità per una comunità rimasta senza acqua per così tanto tempo.


Il rettore del Santuario affida alle sue parole il senso della protesta: «L’acqua non è un lusso, è un diritto e un servizio essenziale». Una denuncia che riaccende i riflettori sulla situazione idrica di Capocolonna e sulle difficoltà vissute da residenti e attività.

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