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Denis Bergamini, la sua storia diventa un corto che punta agli Oscar 2027

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

“Denis 18.11.89”, scritto e diretto dal regista cosentino Francesco Gallo, racconta le prime 24 ore dopo la morte del calciatore attraverso gli occhi della sorella Donata. Il film ha completato a Beverly Hills la proiezione richiesta per la possibile qualificazione agli Academy Awards


16 AGO - COSENZA – La storia di Denis Bergamini torna sul grande schermo e guarda agli Oscar 2027. Il cortometraggio “Denis 18.11.89”, scritto, diretto e prodotto dal regista cosentino Francesco Gallo, è attualmente in corsa per la qualificazione agli Academy Awards 2027, nella categoria Best Documentary Short Subject.


Il film affronta una delle vicende più dolorose e controverse legate al calcio italiano, scegliendo però un punto di vista intimo: quello di Donata Bergamini, sorella di Denis, e delle prime ore successive alla morte del calciatore.


Denis Bergamini, nato nel 1962 ad Argenta, in provincia di Ferrara, era un centrocampista molto amato dalla tifoseria del Cosenza. Il 18 novembre 1989, a soli 27 anni, fu trovato morto lungo la Statale 106 Jonica, nel territorio di Roseto Capo Spulico.


Per anni la sua morte venne considerata un suicidio. Una ricostruzione che la famiglia Bergamini non ha mai ritenuto credibile e che ha portato, dopo anni di battaglie, alla riapertura delle indagini e all’avvio di un procedimento giudiziario.


La vicenda è approdata a processo con una condanna per omicidio, mentre il procedimento è attualmente al vaglio della Corte d'Appello di Catanzaro.


“Denis 18.11.89” non sceglie di ripercorrere l'intera storia giudiziaria. Il regista Francesco Gallo concentra invece il racconto sulle prime 24 ore dopo la tragedia, seguendo il viaggio di Donata Bergamini dall’Emilia-Romagna alla Calabria.


Un percorso segnato dal dolore e dalla ricerca di risposte, ma anche dai silenzi incontrati dalla famiglia una volta arrivata in Calabria, tra ospedali e caserme.


«È il racconto del suo viaggio dall’Emilia-Romagna alla Calabria e del muro di silenzi che trova al suo arrivo, tra ospedali e caserme», spiega il regista, che definisce la vicenda «uno dei grandi rimossi della storia italiana».


Il cortometraggio ha completato dal 26 giugno al 2 luglio 2026 la theatrical run di sette giorni al Lumiere Cinema at the Music Hall di Beverly Hills, passaggio necessario per poter concorrere alla qualificazione agli Academy Awards. La distribuzione è stata curata da Voce Spettacolo di Walter Nicoletti.


Il percorso verso gli Oscar è quindi ufficialmente iniziato, anche se l'eventuale ingresso nella selezione finale dipenderà dai successivi passaggi previsti dall'Academy.


Oltre alla regia, Francesco Gallo firma anche il soggetto e la produzione del cortometraggio.


Nel cast Chiara Gatti, nel ruolo di Donata Bergamini, Francesco Scornaienghi, che interpreta Denis, e Carmelo Giordano, nei panni del padre del calciatore.


Attraverso una narrazione essenziale e personale, il film prova così a riportare al centro la figura di Denis Bergamini e il dolore di una famiglia che, per decenni, ha continuato a chiedere verità sulla sua morte.

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