Conte a Cerisano: «Meloni vada a casa». E sulle comunali di Cosenza apre alla partita Orrico
- 14 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
Il leader del Movimento 5 Stelle attacca il governo sul caro vita e sul potere d’acquisto delle famiglie. Poi detta la linea sul centrosinistra: prima il programma, dopo la leadership. E sulla deputata Anna Laura Orrico arriva un riconoscimento che alimenta le ipotesi in vista delle amministrative del 2027
04 SET - CERISANO – Giuseppe Conte arriva a Cerisano e, prima di partecipare all’incontro organizzato dall’europarlamentare Pasquale Tridico, torna ad attaccare frontalmente il governo guidato da Giorgia Meloni. Il leader del Movimento 5 Stelle non usa giri di parole e rilancia il suo giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo, arrivando a chiedere ancora una volta alla presidente del Consiglio di «andare a casa».
Un attacco che arriva in una giornata politicamente significativa, con il governo Meloni che raggiunge un importante traguardo sul piano della durata. Conte sceglie però di spostare l’attenzione soprattutto sulle condizioni economiche delle famiglie, puntando sul costo della vita e sulla perdita di potere d’acquisto.
Secondo il presidente del M5S, il bilancio dell’esecutivo non sarebbe all’altezza delle aspettative e le difficoltà quotidiane vissute da cittadini e famiglie rappresenterebbero uno degli elementi principali sui quali costruire l’alternativa politica al centrodestra.
Ma il passaggio più interessante dell’appuntamento di Cerisano riguarda forse la prospettiva politica del centrosinistra e il modo con cui le diverse forze dell’opposizione dovranno provare a costruire un’alternativa.
Conte prende infatti le distanze dalla definizione di “campo largo”, espressione ormai entrata stabilmente nel dibattito politico italiano. Una formula che, secondo il leader pentastellato, rischia di descrivere soprattutto la dimensione quantitativa di un'alleanza, senza chiarire quale sia il progetto politico che la sostiene.
Il termine preferito da Conte è quindi “campo progressista”. Una definizione che, nelle intenzioni del leader M5S, dovrebbe identificare non semplicemente un insieme di partiti riuniti contro il centrodestra, ma una coalizione fondata innanzitutto su un programma condiviso.
Le diverse forze politiche del centrosinistra sono chiamate a costruire ciascuna la propria proposta attraverso un confronto con cittadini, territori e realtà sociali. Solo in un secondo momento dovrebbe arrivare il confronto tra le singole piattaforme per cercare una sintesi.
«Il Movimento 5 Stelle – spiega Conte – sta lavorando alla propria proposta attraverso un percorso di confronto con i cittadini. Lo stesso stanno facendo le altre forze politiche. Solo successivamente ci sarà un confronto tra le diverse proposte per arrivare a una sintesi».
La linea, dunque, appare abbastanza chiara: prima si stabilisce cosa fare, poi si decide chi dovrà farlo.
Un'impostazione che inevitabilmente tocca anche il tema della leadership del futuro centrosinistra. Le primarie, almeno in questa fase, non sembrano rappresentare la priorità per il Movimento 5 Stelle. E proprio su questo terreno il Partito democratico appare sempre più prudente.
Conte preferisce non trasformare il confronto sulla leadership nel punto di partenza della costruzione della coalizione. Prima viene il progetto politico, poi il nome del candidato destinato a rappresentarlo.
Una strategia che può essere letta anche come un modo per evitare che la discussione sulle candidature finisca per condizionare prematuramente la costruzione dell'alleanza.
Resta tuttavia una questione centrale: riusciranno forze politiche differenti, con storie, sensibilità e posizioni spesso diverse, a trovare una sintesi non limitata alla semplice opposizione a Meloni?
Conte interviene anche sulle elezioni suppletive previste alla fine di settembre, cercando di ridimensionarne la portata sul piano nazionale.
Il leader M5S considera la consultazione soprattutto come una partita legata al territorio, evitando di trasformarla in un vero e proprio referendum sull'operato del governo Meloni o, ancora di più, sullo stato di salute elettorale del Movimento 5 Stelle.
Una posizione che appare prudente: attribuire alle suppletive un significato nazionale significherebbe infatti caricare il risultato di un peso politico molto maggiore, sia per la maggioranza sia per le opposizioni.
È però sulla partita delle amministrative di Cosenza del 2027 che dalle parole di Conte arriva il segnale politicamente più interessante.
Il Movimento 5 Stelle, oggi, fa parte della maggioranza che sostiene il sindaco Franz Caruso, con la presenza in giunta della pentastellata Veronica Buffone. Ma lo scenario in vista delle prossime comunali è tutt'altro che definito.
Da tempo circola infatti con insistenza il nome della deputata Anna Laura Orrico come possibile candidata del centrosinistra alla guida di Palazzo dei Bruzi.
Un'ipotesi che finora è rimasta sul terreno delle indiscrezioni e delle valutazioni politiche, senza una vera investitura ufficiale.
A Cerisano, però, Conte non chiude la porta. Anzi, quando gli viene chiesto della deputata cosentina, il leader del Movimento 5 Stelle ne sottolinea le qualità, definendola una persona «capacissima».
Poche parole, ma sufficienti per riaccendere i riflettori su una candidatura che da mesi viene considerata una delle possibili opzioni sul tavolo del centrosinistra.
Il riconoscimento nei confronti di Orrico non equivale a un'investitura e il linguaggio utilizzato dal leader pentastellato lascia volutamente aperti tutti gli scenari.
Il nome di Orrico è già da tempo al centro delle ipotesi sul futuro del centrosinistra cosentino e l'apprezzamento pubblico espresso dal leader del M5S rappresenta quantomeno un elemento da inserire nel quadro delle possibili strategie per il 2027.
Da una parte c'è l'attuale sindaco Franz Caruso, che punta a costruire le condizioni per una ricandidatura sostenuta da una coalizione ampia e possibilmente condivisa. Dall'altra ci sono le diverse componenti del centrosinistra, chiamate a individuare un equilibrio tra continuità amministrativa, consenso elettorale e possibilità di allargare il perimetro della coalizione.
Il M5S sostiene oggi l'amministrazione Caruso, ma contemporaneamente il nome di una propria esponente di primo piano viene accostato con sempre maggiore insistenza alla possibile candidatura a sindaco nel 2027.
Le parole di Conte non rappresentano una rottura con Caruso, né tantomeno annunciano una candidatura alternativa. Ma confermano che, all'interno del Movimento, la discussione sul futuro di Cosenza è tutt'altro che chiusa.
E soprattutto indicano che il nome di Anna Laura Orrico non può più essere considerato soltanto una semplice indiscrezione.
Per ora, dunque, nessuna investitura ufficiale e nessuna candidatura formalizzata. Ma il messaggio politico arrivato da Cerisano è abbastanza chiaro: sulla partita di Cosenza 2027 il Movimento 5 Stelle vuole avere voce in capitolo e Orrico è uno dei nomi che potrebbero entrare nella partita.
Il sindaco Caruso, insomma, è avvisato. O forse no. Perché prima di scegliere il candidato, come ha spiegato Conte, bisognerà capire quale sarà il programma e soprattutto quale centrosinistra riuscirà a costruire una proposta realmente alternativa al centrodestra.



Commenti