Carcere di Rossano, è allarme sicurezza: 14 aggressioni in pochi mesi. Rapani: «Servono almeno 20 agenti in più»
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Il senatore ha incontrato il direttore e il comandante dell’istituto dopo i 14 episodi registrati dal 16 marzo. Sotto la lente anche droga, telefoni cellulari, assistenza sanitaria e condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria
26 AGO - CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Quattordici aggressioni registrate dal 16 marzo a oggi riaccendono i riflettori sulla sicurezza all’interno della Casa di reclusione di Rossano. Una situazione che ha spinto il senatore Ernesto Rapani a incontrare il direttore dell’istituto, Salvatore Trieste, il comandante in missione Domenico Montauro e il segretario generale aggiunto del SAPPE, Giovanni Battista Durante.
Al centro del confronto la necessità di rafforzare l’organico della Polizia penitenziaria, ma anche le diverse criticità che interessano quotidianamente la struttura: dall’ingresso di droga e telefoni cellulari all’assistenza sanitaria e psichiatrica, fino alle condizioni di lavoro degli agenti.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, il problema non riguarderebbe soltanto la copertura degli organici previsti, ma soprattutto il fatto che la pianta organica attuale sarebbe sottodimensionata rispetto alle caratteristiche del carcere di Rossano.
«A seguito degli avvenimenti registrati nella Casa di reclusione di Rossano – ha spiegato Rapani – ho ritenuto opportuno incontrare il direttore e il comandante per capire quale contributo possiamo offrire ed evitare il ripetersi di questi episodi».
Il senatore ha evidenziato come negli ultimi anni siano state effettuate nuove assegnazioni di personale, ma ha sottolineato che la previsione formale non sarebbe sufficiente a rispondere alle esigenze effettive dell’istituto.
Una struttura che presenta caratteristiche particolari anche per la presenza di sezioni destinate a detenuti per reati di terrorismo e per l’elevata incidenza di persone con fragilità. Secondo i dati illustrati durante il confronto, circa il 40% dei detenuti presenta problematiche di natura psicologica, mentre una percentuale analoga sarebbe interessata da condizioni legate alla tossicodipendenza.
È proprio sul rafforzamento del personale che Rapani intende concentrare la propria azione istituzionale.
«Rossano ha bisogno nell’immediato di almeno venti unità aggiuntive», ha affermato il senatore, annunciando che porterà le richieste dell’istituto all’attenzione del sottosegretario e del ministro della Giustizia.
L’obiettivo è ottenere, al termine del prossimo corso previsto per ottobre, l’assegnazione a Rossano di una parte dei nuovi agenti. Il tema potrebbe poi essere affrontato anche in occasione della prossima legge di bilancio, verificando la possibilità di ampliare le piante organiche e procedere con nuove assunzioni.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il problema dell’introduzione di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti all’interno dell’istituto. Negli ultimi tempi sarebbero aumentati i rinvenimenti di cellulari, cocaina e hashish.
Per questo motivo sono state intensificate le verifiche sui pacchi destinati ai detenuti e i controlli diretti, anche con l’impiego delle unità cinofile della Polizia penitenziaria. Tra le richieste figura inoltre la possibilità di procedere alla schermatura dell’istituto, con l’obiettivo di impedire l’utilizzo illecito dei telefoni cellulari.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’assistenza sanitaria e psichiatrica. La presenza significativa di detenuti con problemi psicologici e di tossicodipendenza richiede, secondo quanto emerso, una disponibilità più stabile di professionisti e specialisti.
«La gestione di persone con disturbi psichiatrici o dipendenze richiede competenze adeguate e una presenza stabile, non interventi soltanto a chiamata», ha sottolineato Rapani.
Il senatore ha inoltre richiamato le recenti misure che consentono, quando ne ricorrono i presupposti, ai detenuti tossicodipendenti di scontare la pena in strutture esterne, una soluzione che potrebbe contribuire a ridurre il sovraffollamento carcerario.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche gli interventi in corso o già programmati nella struttura. È stata centralizzata la gara per garantire adeguate prese d’aria alle postazioni delle sentinelle, mentre sono stati affidati i lavori per i gabbiotti, il campo sportivo, l’area di passaggio e nuove postazioni di sorveglianza.
Prevista inoltre a breve l’apertura dello spaccio interno, destinato a migliorare i servizi a disposizione del personale.
Parallelamente, l’istituto ha riavviato diverse attività rivolte ai detenuti, tra cui quelle teatrali e i laboratori di falegnameria, muratura e ceramica. Un percorso che punta a tenere insieme esigenze di sicurezza e finalità trattamentali, favorendo responsabilizzazione e reinserimento sociale.
Al termine dell’incontro, Rapani ha definito positivo il confronto con i vertici dell’istituto e ha assicurato il proprio impegno per affrontare le criticità emerse.
«La distribuzione del personale in Calabria deve avvenire in modo equilibrato, senza creare squilibri tra gli istituti», ha concluso il senatore. Il punto, secondo Rapani, è superare una concezione dell’organico basata esclusivamente sui numeri previsti sulla carta e arrivare a una dotazione realmente adeguata alla complessità del carcere di Rossano.



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