Cosenza, presentato il nuovo Piano del Colore: dalle periferie al centro storico
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune, Cromology Italia, Politecnico di Milano e l’imprenditore Federico Morabito. Prevista una pianificazione cromatica progressiva per valorizzare edifici, quartieri e identità urbana
17 SET - COSENZA – Una nuova strategia per la riqualificazione urbana e la valorizzazione dell’identità architettonica della città. È stato presentato lo studio preliminare del nuovo Piano del Colore della Città di Cosenza, promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franz Caruso in collaborazione con Cromology Italia, Politecnico di Milano e l’imprenditore e mecenate Federico Morabito.
Il progetto punta a definire un quadro di riferimento per gli interventi cromatici sugli edifici, con l'obiettivo di rendere più armonico il rapporto tra architettura, spazi urbani e paesaggio. Il percorso partirà dalle periferie, per poi interessare progressivamente il centro cittadino e, nella fase conclusiva, il centro storico.
La presentazione è stata aperta dal sindaco Franz Caruso e ha visto la partecipazione dell’architetto Carlo Peraboni del Politecnico di Milano, di Leonardo Pelagatti del Color Design Center di Cromology Italia, di Paolo De Fiore di Cromology e di Federico Morabito.
Caruso ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e soggetti privati, richiamando anche le precedenti iniziative realizzate attraverso il rapporto con Morabito, tra cui la realizzazione dei murales e il progetto relativo alla sopraelevata di via Padre Giglio.
Secondo il sindaco, il nuovo Piano del Colore si inserisce nello stesso percorso di valorizzazione della città e rappresenta un ulteriore intervento destinato a incidere sull'immagine urbana.
Uno degli elementi caratterizzanti del piano riguarda proprio il metodo di intervento. In collaborazione con l’architetto Nicola Ruggieri della Soprintendenza, lo studio prevede di partire dai quartieri periferici, sviluppatisi soprattutto nel secondo dopoguerra, per estendere successivamente l'analisi alle altre aree della città.
Nelle periferie il colore viene considerato uno strumento per migliorare la leggibilità degli edifici, coordinare superfici di grandi dimensioni, valorizzare gli elementi architettonici e creare un rapporto più equilibrato con gli spazi aperti e il paesaggio.
La seconda fase riguarderà il centro cittadino, dove l'attenzione sarà rivolta al rapporto tra architettura moderna, attività commerciali e continuità dei fronti urbani. Saranno analizzati, tra gli altri aspetti, i linguaggi architettonici, le tipologie edilizie, le facciate e i materiali utilizzati.
La terza fase interesserà infine il centro storico, per il quale è previsto un approccio maggiormente orientato alla conservazione. In questo caso saranno necessarie ricerche archivistiche, analisi stratigrafiche, approfondimenti sugli intonaci e sui materiali tradizionali, oltre al coinvolgimento degli organismi preposti alla tutela.
Lo studio è stato elaborato attraverso sopralluoghi nelle aree periferiche, osservazione degli edifici, analisi delle superfici, documentazione fotografica, confronto con campioni fisici e rilevazioni sul campo.
Le caratteristiche cromatiche sono state valutate tenendo conto di diversi fattori, tra cui materiali, texture, orientamento, condizioni di luce, stato di conservazione, dimensioni delle superfici e distanza di osservazione.
La palette individuata comprende tonalità appartenenti alla mazzetta Cromology “I nostri Colori Esterni” e alla scala RAL. Non si tratta, però, della semplice riproduzione dei colori già presenti sugli edifici, ma di una selezione elaborata sulla base del rapporto tra colore, architettura e paesaggio.
Il piano, inoltre, non assegna automaticamente una determinata tonalità a ciascun edificio, ma mette a disposizione un sistema di possibilità cromatiche da valutare in relazione alle caratteristiche dell'architettura, alle dimensioni delle superfici e al contesto urbano.
Tra gli obiettivi indicati dall'Amministrazione c'è anche quello di collegare la riqualificazione estetica degli edifici a possibili ricadute sul piano economico. Una maggiore attenzione alla qualità degli spazi urbani può infatti contribuire alla valorizzazione del patrimonio edilizio e all'immagine complessiva della città, con potenziali effetti sull'attrattività turistica e sugli investimenti.
Nel corso della presentazione è stato inoltre richiamato il crescente interesse di produzioni cinetelevisive per Cosenza e per il territorio calabrese, ambito nel quale la qualità degli scenari urbani può rappresentare un ulteriore elemento di attrattività.
Federico Morabito ha ricordato la genesi del progetto, sottolineando il rapporto instaurato con l'attuale Amministrazione comunale.
L'imprenditore ha spiegato che l'idea rappresentava una scommessa rimasta incompiuta dai tempi della sindacatura di Giacomo Mancini senior e che, attraverso la collaborazione con il Comune guidato da Franz Caruso, è stato possibile trasformarla in un progetto concreto.
Anche Paolo De Fiore, per Cromology, ha sottolineato il valore della collaborazione con l'Amministrazione comunale, indicando il percorso avviato a Cosenza come un'esperienza di collaborazione tra pubblico e privato.
Durante l'incontro è stata presentata anche la prima cartella colori ufficiale dedicata alle periferie. I relativi codici cromatici sono già disponibili per Hobby Color, imprese edili e artigiani del territorio, in vista dell'avvio della fase applicativa.
Il percorso amministrativo non è però ancora concluso. Il testo dovrà passare attraverso la fase di condivisione con la Soprintendenza e successivamente approdare in Consiglio comunale per l'esame e la votazione definitiva.



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