Cosenza, protesta contro il caro vita: «Bollette e carburanti, non arriviamo a fine mese»
Mobilitazione in piazza Loreto promossa da Giancarlo Greco e dal Movimento Popolare. Nel mirino il peso dei rincari su famiglie, agricoltori, pescatori e imprese. Il sindaco Franz Caruso propone una mobilitazione dei primi cittadini davanti a Palazzo Chigi: «Dobbiamo pretendere interventi seri e immediati».
10 OTT - COSENZA – «Pagare le bollette ormai è un’impresa, così come fare il pieno di carburante». È il grido d’allarme lanciato questa mattina in piazza Loreto, a Cosenza, dove cittadini e rappresentanti del mondo produttivo si sono ritrovati per la mobilitazione nazionale contro il caro vita. Al centro della protesta, l’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti, che continua a pesare sui bilanci familiari e sulle attività economiche, con particolare riferimento al comparto agricolo e ai settori maggiormente esposti ai rincari.
L’iniziativa, promossa dal Movimento Popolare insieme ad altri movimenti autonomi, ha puntato i riflettori sulle difficoltà di chi fatica a sostenere le spese quotidiane e a mantenere in equilibrio i conti di casa e delle imprese.
A promuovere la manifestazione nel capoluogo bruzio è stato Giancarlo Greco. Al suo fianco il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, il vicesindaco Maria Locanto, il sindaco di Acri, Pino Capalbo, e il primo cittadino di Altilia, Pasquale De Rose.

Nel suo intervento, Greco ha dato voce alla preoccupazione di famiglie e lavoratori alle prese con il costo della vita, denunciando le difficoltà di chi, pur avendo un’occupazione, non riesce più a far fronte alle spese essenziali.
«Per chi rappresenta e vive del tessuto produttivo della nostra regione la situazione è ancora più drammatica: stiamo attraversando un periodo storico in cui molte famiglie non sanno letteralmente più cosa mettere in tavola», ha affermato, spiegando che la manifestazione nasce dalla volontà di portare all’attenzione pubblica un disagio che coinvolge fasce sempre più ampie della popolazione.
Greco ha contestato anche quella che considera una distanza tra le comunicazioni delle istituzioni e la realtà vissuta quotidianamente dai cittadini. «Quando un cittadino che lavora regolarmente con una busta paga non riesce nemmeno ad arrivare a fine mese, significa che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema», ha dichiarato.
Per il promotore della protesta, il diritto a una vita dignitosa deve essere garantito a chi lavora e contribuisce all’economia del Paese. Un principio che, a suo giudizio, deve tradursi in misure concrete per contrastare il peso dei rincari e sostenere il sistema produttivo.
«Non ci si può giustificare dietro la guerra o le crisi internazionali. Chi governa ha il dovere di risolvere i problemi; se non è in grado di farlo, deve andare a casa», ha aggiunto, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche economiche.
Greco ha rivolto un appello anche agli amministratori locali, sottolineando il ruolo dei sindaci nel rappresentare le esigenze delle comunità, al di là delle appartenenze politiche.
Secondo il promotore della mobilitazione, la presenza delle istituzioni accanto ai manifestanti è importante per dare voce alle difficoltà del territorio e sollecitare risposte ai livelli di governo competenti. Da qui la critica nei confronti degli amministratori che, a suo avviso, non prendono posizione pubblicamente sulle ricadute della crisi economica.
«I cittadini vi hanno votato per essere rappresentati e per fare i loro interessi, non quelli dei partiti», ha dichiarato Greco, invitando i primi cittadini a sostenere con maggiore determinazione le richieste provenienti dal mondo del lavoro e dalle famiglie.
Alla manifestazione è intervenuto anche il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, che ha espresso solidarietà ai lavoratori e alle imprese in difficoltà, indicando nel Governo nazionale il principale interlocutore per l’adozione di misure efficaci contro il caro vita.
«Come parte politica e come istituzioni abbiamo il dovere di stare al fianco di questi lavoratori, degli operai, dei dipendenti e di tutte le imprese che oggi non riescono a superare questo momento drammatico», ha affermato il primo cittadino.
Caruso ha evidenziato i limiti delle possibilità d’intervento dei Comuni, sostenendo che le risorse e gli strumenti necessari per affrontare in maniera strutturale la crisi debbano arrivare soprattutto dall’esecutivo nazionale.
Da qui la proposta di coinvolgere gli amministratori locali in un’iniziativa unitaria a Roma. «Dobbiamo andare insieme, con le fasce tricolori, sotto Palazzo Chigi per pretendere dal Governo la tutela del nostro tessuto sociale ed economico e interventi seri e immediati», ha dichiarato.
La mobilitazione di piazza Loreto riporta così al centro del dibattito le conseguenze dell’aumento dei costi su famiglie, lavoratori e imprese. La richiesta dei manifestanti è quella di interventi capaci di alleggerire il peso delle spese essenziali e sostenere le attività produttive, mentre l’appello rivolto ai sindaci punta a trasformare il malcontento espresso in piazza in una pressione istituzionale coordinata.



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