Cosenza, sale sulla balconata di Palazzo dei Bruzi: «Non voglio soldi, datemi un lavoro e un posto dove dormire»
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Un 47enne ha minacciato un gesto estremo nella sede del Comune. Convinto a desistere dai carabinieri, ha raccontato la sua storia di precarietà. L'Oasi Francescana gli garantisce una sistemazione temporanea, mentre sui social cresce la mobilitazione in suo favore.
28 LUG - COSENZA – «Non chiedo soldi, chiedo solo un lavoro e un posto dove dormire». È il messaggio che Francesco, 47 anni, ha voluto lanciare dopo la mattinata di forte tensione vissuta a Palazzo dei Bruzi, dove è salito sulla balconata della sala consiliare minacciando un gesto estremo.
L'allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli operatori del soccorso che, dopo un lungo dialogo, sono riusciti a convincerlo a mettersi in salvo. Un epilogo positivo per una vicenda che, più che una protesta, si è rivelata il grido d'aiuto di un uomo alle prese con una difficile condizione di precarietà.

Dopo essere stato soccorso, Francesco ha raccontato il percorso che lo ha portato a quel gesto. Da tempo vive una situazione di grave difficoltà abitativa e, secondo il suo racconto, si sarebbe rivolto ai servizi sociali del Comune alla ricerca di una sistemazione.
In un primo momento gli sarebbe stata proposta una struttura fuori città, soluzione che, a suo dire, avrebbe reso ancora più complicata la ricerca di un'occupazione. Successivamente sarebbe stata avviata la procedura per un'accoglienza all'Oasi Francescana, ma l'attesa lo avrebbe spinto a perdere la speranza.
«Non sono andato lì per chiedere soldi – racconta –. Ho chiesto soltanto un posto dove dormire e un lavoro che mi permetta di ricominciare».
Dietro il gesto compiuto a Palazzo dei Bruzi c'è il racconto di una persona che negli ultimi tempi avrebbe vissuto anche dormendo all'interno di un camion, senza la possibilità di disporre di un luogo stabile dove trascorrere la notte o curare la propria igiene personale.
«Possibile che a 47 anni debba fare questa fine? Ho sempre lavorato. Ho sbagliato nella vita, come può capitare a tanti, ma sto cercando di rimettermi sulla strada giusta», ha spiegato.
Parole che restituiscono il senso di una condizione di fragilità che accomuna molte persone quando, insieme alla casa, rischiano di perdere anche punti di riferimento, fiducia e prospettive.
Nelle ore successive è arrivata una prima risposta concreta. Il responsabile dell'Oasi Francescana, Pasqualino, si è attivato per trovare una soluzione, nonostante la struttura non avesse posti disponibili.
A Francesco è stata così garantita una sistemazione provvisoria in un bed & breakfast per dieci giorni, nell'attesa di individuare una soluzione abitativa più stabile.
Un ruolo importante nella vicenda lo hanno avuto anche i social network. Francesco, conosciuto su TikTok come Peppino e seguito da migliaia di utenti, da tempo racconta attraverso dirette e video le proprie difficoltà, alternandole agli sketch in dialetto cosentino che lo hanno reso popolare sulla piattaforma.
Proprio la sua community si è mobilitata con messaggi di incoraggiamento, telefonate e piccoli aiuti economici.
«Gli amici, quelli veri, non li ho visti. Ma i miei follower sì. Mi hanno dato forza e mi hanno fatto sentire meno solo», racconta.
Una testimonianza che evidenzia come, in alcune circostanze, le piattaforme digitali possano trasformarsi in una rete di sostegno capace di offrire vicinanza e aiuti concreti, senza sostituire il ruolo delle istituzioni.
Nonostante la sistemazione temporanea, Francesco guarda già oltre l'emergenza. Il suo appello è rivolto al Comune e a chiunque possa offrirgli un'opportunità lavorativa.
«Non voglio essere mantenuto. Non chiedo soldi. Chiedo un lavoro, per poter guadagnarmi da vivere e riconquistare la mia dignità».
Un messaggio che va oltre la cronaca della giornata e richiama l'attenzione sul tema della povertà, dell'emarginazione e della necessità di percorsi concreti di reinserimento per chi prova a ripartire.



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