Crisi energetica in Calabria, la minoranza in Consiglio: “Servono interventi urgenti per agricoltura e pesca”
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26 MAR - CATANZARO - Una risposta immediata alla crisi energetica che sta mettendo in difficoltà agricoltura e pesca calabrese. È questo l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio regionale dai capigruppo di opposizione, che chiedono misure straordinarie a sostegno dei comparti più colpiti dall’aumento dei costi legato alle tensioni nel Golfo Persico.
Il documento, sottoscritto da Vincenzo Bruno (Tridico Presidente), Ernesto Alecci (Partito Democratico), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti), Filomena Greco (Casa Riformista - Italia Viva) ed Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle), accende i riflettori su una situazione definita “insostenibile” per le imprese agricole e per il comparto della pesca.
Nella mozione si evidenzia come l’instabilità internazionale stia provocando un aumento incontrollato dei costi energetici e degli input produttivi, con pesanti ripercussioni sui bilanci aziendali. In particolare, pesano l’incremento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti.
Le richieste avanzate dall’opposizione raccolgono anche le sollecitazioni delle associazioni di categoria, tra cui la Cia - Agricoltori Italiani, che hanno denunciato le crescenti difficoltà del settore e l’urgenza di interventi concreti.
Con la mozione si impegna la Giunta regionale ad attivare misure straordinarie di sostegno per le imprese più colpite, a rafforzare i sistemi di monitoraggio contro eventuali fenomeni speculativi sui carburanti e lungo la filiera agroalimentare, e a promuovere iniziative a livello nazionale ed europeo per garantire risorse adeguate.
Tra i punti centrali figura anche la richiesta di politiche straordinarie in ambito europeo, con la possibilità di escludere le risorse destinate all’emergenza energetica dai vincoli del Patto di Stabilità, così da consentire interventi più incisivi.
“Il perdurare della crisi – sottolineano i firmatari – mette a rischio non solo il reddito delle imprese, ma l’intero sistema agroalimentare regionale, con effetti su occupazione, economia locale e sovranità alimentare”.



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