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Esondazione del Crati, i sindaci di Tarsia e Santa Sofia d’Epiro: «Basta silenzio, servono ristori immediati»

  • 7 ore fa
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27 FEB - TARSIA (CS) – A oltre dieci giorni dalla violenta esondazione del Fiume Crati, i territori di Tarsia e Santa Sofia d'Epiro fanno ancora i conti con danni ingenti e una situazione che resta critica.


A denunciare lo stato di difficoltà sono i sindaci Daniele Atanasio Sisca e Roberto Ameruso, che chiedono risposte rapide e concrete alle istituzioni competenti.


Daniele Sisca
Daniele Sisca

«Il nostro territorio è ancora ferito – dichiarano –. Le immagini dell’acqua che invadeva case e attività non possono essere archiviate come un fatto di cronaca superato. Ci sono famiglie che non sono ancora rientrate nelle proprie abitazioni, imprese che hanno perso tutto e Comuni costretti a sostenere spese straordinarie per fronteggiare l’emergenza».



I primi cittadini rivolgono un appello diretto alle autorità sovracomunali, sollecitando «risposte chiare e tempi certi sull’erogazione dei ristori, sia per gli enti locali sia per i privati e le attività economiche».


«Abbiamo accolto con gratitudine la solidarietà arrivata da più parti – aggiungono – ma ora servono atti concreti. I nostri Comuni si sono assunti responsabilità e oneri straordinari per garantire sicurezza e primi interventi. Non possono essere lasciati soli».


Nel mirino anche le criticità strutturali già segnalate in passato: «È inaccettabile che, oltre ai danni subiti, si debba pagare il prezzo di mancate manutenzioni, della scarsa pulizia del letto del fiume e della debolezza degli argini».


Roberto Ameruso
Roberto Ameruso

Sisca e Ameruso chiedono di mantenere alta l’attenzione sull’emergenza, garantendo ristori rapidi e adeguati e sostenendo concretamente la ripartenza economica del territorio.


«Continueremo a stare al fianco delle nostre comunità – concludono – senza arretrare di un passo finché non arriveranno risposte immediate e proporzionate alla gravità della situazione».

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