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Pollino, Pappaterra chiede chiarezza: «Che fine hanno fatto i cinque Trenini del Parco?»

  • 19 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

27 FEB - Orsomarso (CS) – «I Trenini del Parco, dove sono finiti?». È la domanda che il Movimento La Scossa Alto Tirreno Cosentino rivolge alle istituzioni in una richiesta formale di chiarimenti indirizzata al Ministro e al Viceministro dell’Ambiente, al Commissario del Parco Nazionale del Pollino e al Presidente della Regione Calabria.


Al centro della vicenda c’è l’acquisizione di cinque trenini elettrici finanziati con fondi ministeriali nell’ambito del Programma per l’efficientamento energetico, la mobilità sostenibile e l’adattamento ai cambiamenti climatici degli Enti Parco Nazionale. Le risorse stanziate ammonterebbero a 660mila euro più Iva per un primo lotto e a 500mila euro più Iva per un secondo.


A firmare l’istanza è Antonio Pappaterra, presidente del Movimento La Scossa ATC, che solleva dubbi sull’effettiva esistenza e operatività dei mezzi finanziati. «Il Parco Nazionale del Pollino – afferma – per molti residenti sembra sempre più un’illusione o uno strumento che finisce per bloccare ogni iniziativa di crescita del territorio, attraverso restrizioni mai realmente concertate con le comunità locali».


Il primo finanziamento, datato 1° dicembre 2020, prevedeva l’acquisto di tre trenini elettrici, senza includere – secondo quanto evidenziato – l’area occidentale del Parco. Il secondo, con scadenza fissata al 23 gennaio 2023, riguardava due ulteriori mezzi, di cui uno destinato alla Riserva Naturale Orientata Valle del Fiume Argentino, nel territorio di Orsomarso.


Il Movimento, richiamando il D.lgs 97/2016 e l’articolo 40 dello Statuto del Parco, chiede formalmente di sapere se i trenini siano stati effettivamente acquistati, dove siano collocati e se siano entrati in funzione.


Inoltre, insieme al costituendo Comitato Territoriale per lo Sviluppo delle Aree Interne – che riunisce diversi comuni del comprensorio – domanda un rendiconto dettagliato delle spese sostenute in Calabria per la misura finanziata dal Ministero dell’Ambiente. Tra i punti su cui si sollecitano risposte: modalità di utilizzo dei mezzi, percorsi previsti, tempi di attivazione e il concreto significato di “mobilità sostenibile” in un contesto in cui, secondo i firmatari, molti sentieri e tracciati verserebbero in stato di abbandono.


La richiesta punta a fare luce sull’impiego delle risorse pubbliche e sul reale impatto degli interventi programmati per il territorio del Pollino.

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