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Estorsione aggravata dal metodo mafioso a Cosenza: arrestato dopo la consegna di 30mila euro

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

16 MAG - COSENZA – Avrebbe chiesto 30mila euro a un imprenditore impegnato in un appalto pubblico da circa due milioni di euro, ma sarebbe stato bloccato dai carabinieri subito dopo aver ritirato il denaro. Con questa accusa A.B. è stato arrestato in flagranza di reato con l’ipotesi di estorsione aggravata dal metodo mafioso, in concorso con altre persone al momento non identificate.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe presentato in un cantiere edile allestito nei pressi di un istituto scolastico superiore di Cosenza, dove erano in corso lavori di ristrutturazione legati a un appalto milionario.


In quell’occasione avrebbe avanzato all’imprenditore una richiesta di denaro pari a 30mila euro, somma che, secondo l’accusa, sarebbe stata pretesa con modalità riconducibili a un’estorsione aggravata dal metodo mafioso.


I carabinieri, che da tempo monitoravano i movimenti dell’indagato attraverso attività investigative e servizi di osservazione, avrebbero deciso di intervenire organizzando un’operazione mirata.


D’intesa con l’imprenditore vittima delle presunte richieste estorsive, i militari dell’Arma avrebbero consegnato banconote precedentemente segnate per documentare lo scambio di denaro.


L’arresto è scattato subito dopo l’incontro fissato con l’imprenditore: secondo quanto emerso, A.B. avrebbe preso e nascosto il denaro ricevuto, venendo immediatamente bloccato dai carabinieri.


Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, Francesca De Vuono, ha convalidato l’arresto disponendo la custodia cautelare in carcere per l’indagato.


La difesa ha già annunciato ricorso al Tribunale della Libertà, che nelle prossime settimane dovrà riesaminare la posizione dell’uomo.

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