Furti d’auto, a Cosenza spariscono 706 vetture in un anno: meno del 40% viene ritrovato
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In provincia sottratti anche 32 motocicli e 22 ciclomotori. In Calabria sono 2.431 le auto rubate: il fenomeno alimenta il mercato nero dei ricambi e le esportazioni clandestine
21 AGO - COSENZA – Sono 706 le autovetture rubate in un anno in provincia di Cosenza, alle quali si aggiungono 32 motocicli e 22 ciclomotori. Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno criminale ancora particolarmente diffuso sul territorio e che, secondo i dati analizzati da Facile.it sulla base delle statistiche del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interessa in maniera significativa anche il resto della Calabria.
Complessivamente, nelle cinque province calabresi, le denunce hanno riguardato 2.431 autovetture, 231 motocicli e 109 ciclomotori.
Guardando esclusivamente alle autovetture, la provincia di Cosenza si colloca al secondo posto in Calabria, alle spalle di Reggio Calabria, dove sono stati denunciati 891 furti. Seguono Catanzaro con 631, Vibo Valentia con 124 e Crotone con 79.
Per quanto riguarda invece i motocicli, il maggior numero di furti è stato registrato ancora nel Reggino, con 153 episodi, seguito da Catanzaro con 36 e Cosenza con 32. Sul fronte dei ciclomotori, Reggio Calabria è prima con 63 denunce, mentre Cosenza si colloca al secondo posto con 22.
Provincia Ciclomotori Motocicli Autovetture
Catanzaro 14 36 631
Cosenza 22 32 706
Crotone 2 3 79
Reggio Calabria 63 153 891
Vibo Valentia 8 7 124
Calabria 109 231 2.431
Meno del 40% delle auto rubate torna al proprietario
Il problema non riguarda soltanto il numero dei veicoli sottratti, ma anche la difficoltà di recuperarli. A livello nazionale, infatti, meno del 40% delle autovetture rubate viene ritrovato. Una parte consistente dei mezzi che fanno perdere le proprie tracce finisce nel mercato clandestino dei pezzi di ricambio, attraverso la cosiddetta cannibalizzazione, oppure viene trasferita oltreconfine da organizzazioni criminali specializzate.
Dopo la diminuzione registrata durante gli anni della pandemia, quando le limitazioni agli spostamenti avevano ridotto anche i reati predatori, i furti di autovetture sono tornati a crescere.
Tra i modelli maggiormente presi di mira figurano alcune delle vetture più diffuse sulle strade italiane. In cima alla classifica c'è la Fiat Panda, seguita da Fiat 500, Lancia Ypsilon, Fiat Punto, Alfa Romeo Giulietta e Smart ForTwo.
Accanto alle utilitarie, però, crescono i furti di SUV e crossover, tra cui Jeep Renegade, Fiat 500X, Range Rover Evoque, Jeep Compass e Peugeot 3008.
A cambiare sono anche le modalità utilizzate dai ladri. Accanto alle tecniche tradizionali vengono impiegati strumenti elettronici in grado di sfruttare le vulnerabilità dei sistemi di apertura e avviamento senza chiave, attraverso tecniche come la clonazione delle chiavi e gli attacchi relay.
Tra le precauzioni consigliate c'è innanzitutto quella di prestare attenzione al luogo in cui viene parcheggiata l'auto. Meglio scegliere aree illuminate, frequentate e possibilmente videosorvegliate, evitando zone isolate.
È inoltre consigliabile non lasciare oggetti in vista nell'abitacolo, nemmeno di scarso valore. Borse, sacchetti, monete o dispositivi elettronici possono attirare l'attenzione dei ladri e trasformare un semplice furto su auto in un danno economico importante.
Particolare attenzione anche alle chiavi e ai telecomandi delle vetture dotate di sistemi keyless. Quando possibile, è utile adottare ulteriori sistemi di sicurezza meccanica, come bloccasterzo o blocca-pedali, che rappresentano un ostacolo aggiuntivo rispetto agli strumenti elettronici utilizzati per violare i sistemi di sicurezza.
Infine, una protezione ulteriore può arrivare dalla garanzia furto, che può coprire il proprietario in caso di sottrazione totale o parziale del veicolo e anche per i danni provocati durante il tentativo di scasso.



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