‘Ndrangheta, estradato dalla Spagna il boss Domenico Paviglianiti: dovrà scontare oltre 19 anni
- 9 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Il 62enne è stato trasferito da Madrid a Roma dopo la cattura avvenuta a giugno a Soria. Deve scontare un cumulo di pene per associazione mafiosa, omicidio e detenzione abusiva di armi
20 AGO - REGGIO CALABRIA – È terminata la latitanza di Domenico Paviglianiti, esponente di vertice dell’omonima cosca di ‘ndrangheta attiva nel Reggino e con interessi criminali estesi anche al Nord Italia e all’estero. Il boss è stato estradato dalla Spagna e consegnato alle autorità italiane in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo emesso nell’ambito di un provvedimento della Procura della Repubblica di Bologna.
Paviglianiti dovrà scontare un cumulo di pene superiore ai 19 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, omicidio e detenzione abusiva di armi.
Il trasferimento si è concluso con l’arrivo del 62enne all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, con un volo di linea proveniente da Madrid-Barajas.
Paviglianiti è stato accompagnato dal personale dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, insieme ai militari della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.
Nello scalo romano era stato predisposto un dispositivo di sicurezza con il supporto del Gruppo della Guardia di Finanza di Fiumicino e dello S.C.I.C.O., il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata.
Dopo gli adempimenti di rito, il fotosegnalamento e la notifica del provvedimento da parte della Polizia di Frontiera Aerea, il boss è stato affidato alla Polizia Penitenziaria per essere trasferito in carcere.
Paviglianiti era ricercato dal 2022. La sua localizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e la divisione UDYCO Central della Policia Nacional spagnola.
La svolta è arrivata lo scorso 26 giugno, quando il latitante è stato individuato a Soria, nell’entroterra spagnolo, a circa 200 chilometri da Madrid.
Gli investigatori avrebbero ricostruito i suoi spostamenti attraverso il monitoraggio della rete di contatti e delle relazioni del ricercato. Il blitz è scattato all’uscita di un ristorante, dove Paviglianiti è stato bloccato prima che potesse allontanarsi nuovamente.
Il nome di Domenico Paviglianiti è legato a una delle fasi più violente della storia della criminalità organizzata calabrese. Tra il 1985 e il 1991, durante la cosiddetta seconda guerra di ‘ndrangheta, avrebbe ricoperto un ruolo di rilievo negli equilibri delle cosche reggine, schierandosi al fianco del gruppo De Stefano nella contrapposizione con la cosca Condello.
Nel corso degli anni è stato destinatario di diversi provvedimenti giudiziari e condanne definitive per reati di particolare gravità, tra cui associazione mafiosa, omicidio e traffico internazionale di stupefacenti.
La cattura e il successivo rientro in Italia sono il risultato di una complessa attività di cooperazione internazionale.
Alle operazioni hanno partecipato, tra gli altri, l’Unità I-CAN della Direzione Centrale della Polizia Criminale, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il Comando Generale della Guardia di Finanza, lo S.C.I.C.O. e l’ufficiale di collegamento della Policia Nacional presso l’Ambasciata del Regno di Spagna a Roma.
Una collaborazione che ha consentito di localizzare il latitante all’estero, bloccarlo e completare le procedure per la sua consegna alle autorità italiane.



Commenti