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Inchiesta sulle acque a Carolei, chiesto il carcere per il sindaco Iannucci

6 ore fa
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La Procura di Cosenza ha avanzato richieste di misura cautelare per otto persone. Al primo cittadino vengono contestati, a vario titolo, alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Iannucci si è dimesso


12 SET - COSENZA – È al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza il sindaco di Carolei, Francesco Iannucci, per il quale i magistrati hanno chiesto la custodia cautelare in carcere. Le contestazioni nei suoi confronti riguardano, a vario titolo, i reati di alterazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta.


A seguito della richiesta della Procura, Iannucci ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di sindaco. Per protesta, la stessa decisione sarebbe stata assunta anche dai componenti della giunta e della maggioranza consiliare.


L’indagine, avviata nel 2024 a partire dagli accertamenti condotti dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, riguarda la gestione della rete idrica comunale e, in particolare, la presunta immissione nell’acquedotto di acqua non potabile proveniente da una sorgente locale, utilizzata secondo l’ipotesi investigativa per fronteggiare una situazione di emergenza idrica.


Nel procedimento sarebbero inoltre emerse contestazioni relative alla gestione di alcuni appalti comunali e dei servizi cimiteriali.


Complessivamente, la Procura ha avanzato richieste di misura cautelare nei confronti di otto persone. Oltre al sindaco, risultano coinvolti il vicesindaco, un dirigente comunale, un addetto alla manutenzione dell’impianto idrico e quattro imprenditori.


Iannucci e gli altri indagati saranno chiamati a comparire lunedì 14 settembre davanti al gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, per l’interrogatorio preventivo di garanzia previsto dalla normativa.


Al termine delle audizioni, il giudice dovrà valutare gli elementi raccolti dalla Procura e decidere sulle richieste di applicazione delle misure cautelari. Si tratta, dunque, di una fase ancora preliminare del procedimento e le contestazioni dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.


Il sindaco Iannucci, difeso dall’avvocato Francesco Calabrò, respinge le contestazioni e si prepara a chiarire la propria posizione davanti al gip.


«Il mio assistito – ha dichiarato il legale – ha fatto tutto nell’interesse della comunità e non aveva nessun interesse a inquinare le acque che utilizza anche lui e la sua famiglia, considerato che vivono a Carolei».


La difesa contesta inoltre l’esistenza di un concreto pericolo per la salute pubblica e ritiene che gli elementi raccolti non dimostrino un rischio di inquinamento. «Dimostreremo che il pericolo di inquinamento non c’era – ha aggiunto Calabrò – tant’è che in due anni non c’è stata alcuna epidemia. Ma ne discuteremo nelle sedi opportune».

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