«L’ospedale di Cosenza non si tocca»: i comitati rilanciano la protesta tra partecipazione popolare e critiche alle assenze
27 MAG - COSENZA – «Una mobilitazione autenticamente popolare, senza bandiere di partito e nata dal basso per difendere un presidio fondamentale della città». Il giorno dopo la manifestazione in difesa dell’ospedale di Cosenza, il Coordinamento dei Comitati di Quartiere e delle Frazioni traccia un bilancio fortemente positivo della partecipazione registrata in piazza, rilanciando con decisione il messaggio emerso dalla protesta: l’ospedale hub deve restare nel capoluogo bruzio.
Per gli organizzatori si è trattato di «una straordinaria risposta civica», capace di unire cittadini, associazioni e realtà territoriali contro l’ipotesi di trasferimento della struttura sanitaria ad Arcavacata.
Il Coordinamento chiarisce di non essere contrario allo sviluppo della sanità universitaria nell’area dell’Unical, anzi. I comitati riconoscono il valore di un eventuale polo clinico universitario a Rende, ma contestano fermamente l’idea che questo possa comportare lo spostamento dell’ospedale hub fuori dalla città di Cosenza.
«Il rafforzamento della ricerca e della sanità universitaria non può tradursi nello smantellamento dell’ospedale cittadino», ribadiscono i promotori della protesta, sottolineando il rischio che Cosenza possa diventare l’unico capoluogo di provincia italiano privo di un ospedale hub sul proprio territorio.
Tra gli aspetti maggiormente rivendicati dagli organizzatori c’è il carattere civico della manifestazione. Secondo il Coordinamento, l’iniziativa è stata costruita esclusivamente grazie all’impegno dei comitati di quartiere, delle associazioni cittadine e con il supporto logistico dell’amministrazione comunale, senza una regia politica diretta.
Pur riconoscendo la presenza di alcuni rappresentanti istituzionali e politici, i promotori evidenziano come la piazza abbia mantenuto «un’identità genuinamente popolare e apartitica».
Accanto alla soddisfazione per la partecipazione, non mancano però le critiche verso chi avrebbe scelto di non prendere parte alla mobilitazione. Nel mirino del Coordinamento finiscono esponenti politici, amministrativi e professionali cittadini, ma anche le organizzazioni sindacali assenti all’iniziativa.
«Sono mancati personaggi che in questa città hanno costruito negli anni la propria fortuna politica, professionale e amministrativa – attaccano i comitati –. Assenze che i cittadini hanno notato e delle quali sapranno tenere conto».
Sul palco si sono alternati rappresentanti del mondo associativo e civico cittadino, tutti accomunati dalla richiesta di mantenere l’ospedale nel capoluogo.
Ad aprire gli interventi è stata Marianna Dodaro, in rappresentanza del Coordinamento dei Comitati di Quartiere e delle Frazioni, che ha parlato di una «operazione vergognosa ai danni della città». Presenti anche Mario Bozzo per l’associazione “No Scippo”, Davide Bruno dell’associazione “31 Ottobre Dissento”, l’avvocato Fabrizio Falbo per “Città Futura” e Sergio Nucci, intervenuto per “Buongiorno Cosenza”, la Consulta dei Commercianti e l’associazione per la sicurezza delle autolinee.
A chiudere la manifestazione è stato il sindaco Franz Caruso, che ha ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale alla battaglia per la permanenza dell’ospedale a Cosenza.
La difesa dell’ospedale rappresenta soltanto il primo passo di una mobilitazione più ampia. Il Coordinamento ha infatti annunciato nuove iniziative sui principali problemi che interessano la città e le periferie: dal decoro urbano alla sicurezza delle autolinee, passando per il rilancio del centro storico e il sostegno alle attività commerciali in difficoltà.
«Continueremo a dare voce ai cittadini e ai quartieri – assicurano i comitati – perché questa città ha bisogno di partecipazione reale e di risposte concrete».



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