Lavoro nero e sicurezza, raffica di controlli nel Cosentino: sospese 19 attività e sanzioni per oltre 80 mila euro
L'Ispettorato Territoriale del Lavoro intensifica le verifiche nei settori agricolo, edile e turistico. Accertati lavoratori irregolari e numerose violazioni in materia di salute e sicurezza.
29 LUG - COSENZA – Ventidue lavoratori in nero, diciannove attività sospese e sanzioni complessive superiori agli 80 mila euro. È il bilancio dei controlli effettuati dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza nell'ambito di una campagna di vigilanza straordinaria che ha interessato i settori dell'agricoltura, dell'edilizia, delle strutture turistico-alberghiere e dei pubblici esercizi con l'avvio della stagione estiva.
L'attività ispettiva rientra nel progetto ALT Caporalato T.R.E. (Tutela, Resilienza ed Emersione), finalizzato a contrastare il lavoro sommerso e il fenomeno del caporalato, con particolare attenzione alla tutela dei lavoratori stranieri.
Nel corso delle verifiche sono state ispezionate 71 imprese: 33 operanti nel settore agricolo, 14 nell'edilizia e 24 nel comparto turistico-alberghiero.
Gli ispettori hanno esaminato complessivamente 324 posizioni lavorative, di cui 65 relative a lavoratori stranieri. Sono emersi 22 casi di lavoratori impiegati senza regolare assunzione e copertura assicurativa, mentre ulteriori posizioni sono ancora al vaglio del personale ispettivo.
A seguito delle irregolarità accertate, l'Ispettorato ha disposto la sospensione di 19 attività imprenditoriali:
11 per impiego di lavoratori in nero;
5 per gravi violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
3 per la contemporanea presenza di entrambe le irregolarità.
Le somme aggiuntive applicate per i provvedimenti di sospensione ammontano complessivamente a 47.500 euro.
Le verifiche hanno evidenziato numerose violazioni anche sul fronte della sicurezza. Gli ispettori hanno impartito 32 prescrizioni, riguardanti principalmente:
assenza del Documento di valutazione dei rischi (DVR);
mancata predisposizione del Piano operativo di sicurezza (POS);
omissione della sorveglianza sanitaria;
carenze nella formazione e informazione dei lavoratori;
mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
impalcati e ponteggi non conformi;
cantieri privi delle necessarie recinzioni;
inidoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie.
Per queste violazioni sono state contestate ammende che superano complessivamente i 40 mila euro, confermando l'intensificazione dell'attività di controllo per contrastare il lavoro irregolare e garantire il rispetto delle norme a tutela della sicurezza dei lavoratori.



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