Litfiba, a Cosenza il rock di “17 Re” continua a parlare al presente: memoria, libertà e impegno civile sul palco
L’Arena Rendano accoglie l’unica tappa calabrese del tour dedicato ai 40 anni di 17 Re. Tra grandi classici e messaggi sociali, la storica band conferma l’attualità di un album che ha segnato la storia del rock italiano.
26 LUG - COSENZA – Quarant’anni dopo, 17 Re continua a raccontare il presente. All’Arena Rendano di Cosenza, i Litfiba hanno portato in scena uno spettacolo che è andato ben oltre la celebrazione di uno dei dischi più rappresentativi del rock italiano, trasformando l’unica tappa calabrese del tour in un viaggio tra musica, memoria e impegno civile.
«Un uomo è perso senza la sua storia e io non voglio dimenticare… Un uomo è perso senza la memoria e io non voglio dimenticare… Il tempo è mio!». Le parole di 17 Re hanno rappresentato il filo conduttore di una serata che ha visto protagonisti Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi, accompagnati alla batteria da Luca Martelli.
Più che un'operazione nostalgia, il concerto ha confermato la straordinaria attualità di un album che, a quasi quattro decenni dalla sua pubblicazione, continua a parlare di potere, libertà e identità. La band ha proposto una performance intensa e compatta, fedele allo spirito originario ma capace di dialogare con il presente.
La scaletta ha attraversato alcuni dei brani più significativi della carriera dei Litfiba, da Febbre a Come un Dio, passando per Oro Nero, Vendetta, Apapaia, Re del silenzio e Gira nel mio cerchio. Tra i momenti più coinvolgenti, l'esecuzione di Eroi nel vento, accolta dal pubblico con un lungo coro collettivo.
Piero Pelù ha alternato l'energia della musica a riflessioni sui conflitti internazionali, sulla pace, sulla solidarietà verso il popolo palestinese, sulle disuguaglianze sociali e sul ruolo del capitalismo. Dal palco sono arrivati anche messaggi contro la violenza, il razzismo, ogni forma di discriminazione, le mafie e i poteri che limitano la libertà.
Tra i momenti più forti dal punto di vista scenico, anche un gesto simbolico che ha richiamato l'attenzione del pubblico: una testa in silicone dai capelli biondi fatta roteare con una corda, interpretata come un riferimento al presidente degli Stati Uniti. Non sono mancati, inoltre, passaggi critici nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e di alcuni esponenti della politica italiana.

Pubblicato il 13 dicembre 1986, 17 Re rappresenta uno dei lavori più importanti della discografia dei Litfiba e uno dei dischi simbolo del rock italiano. Secondo capitolo della cosiddetta "Trilogia del Potere", insieme a Desaparecido e Litfiba 3, l'album contribuì a ridefinire la scena musicale indipendente italiana, mescolando new wave, post-punk, rock e psichedelia.
I temi affrontati – il potere, la sopraffazione, l'alienazione, la memoria e la libertà – mantengono ancora oggi una sorprendente forza espressiva. Non a caso proprio il brano 17 Re, escluso dalla versione originale dell'album perché ritenuto incompleto, è stato recuperato come simbolo del tour celebrativo.
Nel finale il pubblico ha accompagnato la band cantando i grandi classici, da Santiago a Tex, fino a Cangaceiro, trasformando l'Arena Rendano in un unico grande coro.
A quasi quarant'anni dalla pubblicazione di 17 Re, i Litfiba dimostrano che certe canzoni non appartengono soltanto al passato. Continuano a interrogare il presente, a stimolare riflessioni e a coinvolgere nuove generazioni, confermando come il rock della storica band fiorentina conservi intatta la propria capacità di emozionare e di raccontare il tempo in cui viviamo.



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