Neonato morto durante il parto a Polistena: chiesto il processo per due ostetriche
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09 LUG - POLISTENA (RC) – La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio di due ostetriche in servizio nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del piccolo Matteo Russo, il neonato deceduto durante il parto due anni fa.
Le due professioniste sono accusate di cooperazione in omicidio colposo. Al centro dell'indagine vi sono le modalità di gestione del travaglio e il mancato ricorso, secondo l'ipotesi accusatoria, a un taglio cesareo d'urgenza che avrebbe potuto evitare il decesso del bambino.
Secondo la richiesta firmata dal procuratore aggiunto Santo Melidona, le ostetriche avrebbero omesso di riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza fetale emersi durante il monitoraggio cardiotocografico e, di conseguenza, non avrebbero richiesto l'intervento del ginecologo nonostante le anomalie rilevate. La Procura contesta inoltre l'interruzione del monitoraggio fetale, che sarebbe avvenuta in contrasto con le indicazioni fornite dal medico.
Un elemento centrale dell'inchiesta è rappresentato dalla consulenza tecnica disposta dalla Procura ed elaborata dalla professoressa Alfonsa Pizzo e dal dottor Giovanni Andò. Nelle conclusioni depositate dagli esperti si sostiene che, se fossero state seguite le linee guida e le indicazioni cliniche previste, vi sarebbe stato un elevato grado di probabilità, definito prossimo alla certezza, di procedere a un parto cesareo d'urgenza, consentendo così al neonato di nascere vivo.
I genitori del piccolo Matteo, residenti a Taurianova, hanno scelto di intraprendere un percorso giudiziario per fare luce sulla vicenda, sostenendo che durante il travaglio la madre avrebbe più volte chiesto di essere sottoposta a un parto cesareo senza che la richiesta venisse accolta.
L'inchiesta resta aperta anche nei confronti di un terzo sanitario. Per la sua posizione, inizialmente destinataria di una richiesta di archiviazione, il giudice per le indagini preliminari ha disposto un supplemento investigativo, accogliendo l'opposizione presentata dai legali della famiglia e ritenendo necessari ulteriori approfondimenti.
Con la richiesta di rinvio a giudizio, il procedimento entra ora nella fase dell'udienza preliminare, durante la quale il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura e disporre il processo nei confronti delle due ostetriche. Resta inoltre da definire la posizione del terzo sanitario, alla luce degli ulteriori accertamenti disposti dall'autorità giudiziaria.



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